Pubblicato il Rapporto Mediobanca 2026 sul settore vinicolo italiano, che per la prima volta include un approfondimento realizzato dalla Fondazione Qualivita dedicato alla Dop economy del vino e al ruolo dei Consorzi di tutela, offrendo una lettura delle principali evoluzioni produttive e di mercato che interessano il comparto delle Indicazioni Geografiche italiane.

Nel 2025 il comparto vinicolo italiano registra un calo delle vendite del 2,8% e una flessione dell’export del 3,4%, in un mercato sempre più selettivo. Meglio gli spumanti (-1,5%) e i vini premium (-2,2%), mentre soffrono soprattutto le imprese di minori dimensioni (-3,5%). È quanto emerge dall’Indagine sul settore vinicolo in Italia pubblicata dall’Area Studi Mediobanca.

La Dop economy del vino

Per la prima volta il Rapporto include anche un contributo della Fondazione Qualivita dedicato al comparto dei vini DOP e IGP e al ruolo dei Consorzi di tutela.

La sezione analizza i principali dati economici del comparto, che conta 522 denominazioni DOP e IGP e rappresenta il 79% del valore del vino nazionale, e approfondisce le trasformazioni in corso nel settore e nel mercato attraverso uno studio sulle modifiche ai disciplinari di produzione nel quadriennio 2022-2025.

L’analisi, elaborata sui dati ufficiali del MASAF e della Commissione europea, prende in esame oltre 440 modifiche relative a più di 160 denominazioni italiane e interpreta le principali tendenze del comparto attraverso quattro ambiti chiave: Produzione, Territorio, Mercato e Consumatori.

L’Italia nello scenario mondiale

Nel 2025 la produzione mondiale di vino è stimata in 227 milioni di ettolitri (+0,6% sul 2024) mentre i consumi si attestano a 208 milioni di ettolitri, in diminuzione del 2,7%.

’Italia si conferma il principale produttore mondiale di vino con 44,4 milioni di ettolitri (19,7% del totale), non distante dal livello del 2024 (+0,7%); più evidente il calo dei consumi nazionali (-9,4%), passati da 38 litri pro capite all’anno nel 2022 a 35,6 litri nel 2025. In attivo, invece, il saldo commerciale italiano: in 20 anni è cresciuto a un tasso medio annuo del 5%, passando da 2,7 miliardi di euro del 2005 ai 7,2 nel 2025. L’Italia è, inoltre, il primo esportatore di vino per quantità (21 milioni di ettolitri nel 2025) e il secondo per valore (7,8 miliardi di euro, dietro solo agli 11,2 miliardi della Francia.

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Fonte: Repubblica.it