PAGINA IN AGGIORNAMENTO

Consorzio del Prosciutto di San Daniele

Ogni assaggio è un’esperienza di bontà e delicatezza

Consorzio di tutela della DOC Prosecco

Italian Genio: il segreto sta nell’essere geniali

Consorzio tutela Casciotta di Urbino DOP

Il primo prodotto caseario DOP d’Italia

Consorzio Zampone e Cotechino Modena IGP

Custodire due antiche specialità gastronomiche italiane

Cosa sono i Consorzi di tutela

I Consorzi di tutela sono organismi volontari promossi dagli operatori delle singole filiere che esercitano una funzione precisa nei confronti di un bene comune: tutelare, promuovere e valorizzare le produzioni DOP e IGP.

Trattandosi di strumenti di natura pubblicistica che permettono di identificare il legame tra il prodotto e la sua origine geografica, i segni distintivi possono essere usati contemporaneamente da più aziende, purché rispettino gli standard di qualità inerenti ai prodotti e garantiscano i relativi controlli stabiliti dalla legge. Proprio per assicurare una gestione efficace dell’Indicazione Geografica, in Italia è prevista l’istituzione di specifici soggetti.

Fonte: Atlante Qualivita Treccani 2024

I Consorzi di tutela svolgono il loro ruolo su incarico del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste attraverso dei decreti di riconoscimento, qualora rappresentino almeno il 66% della produzione tutelata – nel caso del vino anche una certa quota di viticoltori – e abbiano uno statuto conforme alle prescrizioni ministeriali. Hanno un incarico di tre anni, rinnovabile, sono costituiti ai sensi dell’art. 2602 del Codice civile ed esercitano le proprie funzioni secondo quanto stabilito dalla Legge n. 526/1999 o, nel caso dei Consorzi di tutela vitivinicoli, dall’art. 41 della Legge n. 238/2016.

Requisiti per il riconoscimento

I Consorzi di tutela sono riconosciuti con decreto dal Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari, Forestali e del Turismo, qualora:

  • dimostrino una rappresentatività pari ad almeno il 66% in capo alla categoria produttori ed utilizzatori (categoria maggioritaria), prevista per ogni filiera dall’art. 4 del DM 12 aprile 2000;
  • abbiano uno statuto conforme alle prescrizioni ministeriali (rappresentanza negli organi sociali, espressione del voto in base alla produzione di ciascun soggetto).

Fonte: MASAF

VISITA LA PAGINA DEDICATA