Dop economy in Italia: filiere, mercato e valorizzazione del territorio tra innovazione, ristorazione e turismo sostenibile.
Non ci resta che rimboccarci le maniche e provare a portare a terra indicazioni e suggerimenti emersi durante l’incontro “Filiere Dop economy: equilibrio instabile?”.
Nulla di completamente nuovo, forse. Ma con una consapevolezza in più: si può fare. Alcuni lo stanno già facendo, con risultati concreti e dinamici. Senza stilare classifiche o graduatorie, è evidente che esistono percorsi diversi, ma anche segnali incoraggianti. La luce in fondo al tunnel c’è, e passa da un cambio di approccio: innovare, osservare, guardare avanti.
Nel video le interviste ai protagonisti, tra questi anche Mauro Rosati, direttore della Fondazione Qualivita
Tra valore e mercato: una partita ancora aperta
Il mercato resta il banco di prova più concreto. Un contesto competitivo, complesso, a tratti spietato, dove il valore non è mai scontato e dove spesso vince chi arriva prima, con maggiore chiarezza e capacità di posizionamento. In questo scenario, continuare a soffermarsi sulle difficoltà rischia di essere poco utile. La sfida è trasformare criticità in azione, costruendo valore in modo concreto e condiviso.
Fare sistema: la vera leva delle filiere DOP
Dal confronto è emerso con forza un tema centrale: fare sistema. Come ha sottolineato il presidente dell’Unione Provinciale Agricoltori di Siena Simone Lorenzo Signorini, la Dop economy rappresenta oggi uno dei comparti più dinamici, capace di esprimere il carattere e la forza di un territorio. Proprio per questo, diventa fondamentale lavorare sull’aggregazione, non solo in termini di qualità ma anche di quantità e capacità di offerta.
Un concetto ripreso anche dal direttore Gianluca Cavicchioli, che ha evidenziato come creare valore significhi lavorare ogni giorno in sinergia, a partire dal rapporto con la ristorazione, valorizzando la tipicità dei prodotti e costruendo una visione condivisa. Le opportunità ci sono, ma vanno colte insieme.
Ristorazione e racconto: il valore passa anche da qui
La ristorazione emerge come snodo strategico della filiera. Non solo luogo di consumo, ma spazio di racconto e valorizzazione. Per Roberto Lodovichi, Presidente Unione Regionale Cuochi Toscana, infatti, è proprio nella ristorazione che il prodotto prende forma e valore, attraverso l’esperienza, la narrazione e la capacità di presentarlo al pubblico. Accanto a questo, il tema della comunicazione torna centrale: informare, raccontare, costruire una narrazione efficace non è più un’opzione, ma una necessità per il sistema.
Integrare le filiere per rafforzare il territorio
Un altro punto chiave riguarda l’integrazione tra le diverse filiere. Secondo il Direttore della Fondazione Qualivita Mauro Rosati, è necessario rafforzare il dialogo tra le produzioni più strutturate, come il vino, e quelle emergenti, come l’olio, per costruire un’offerta territoriale più completa e competitiva.
Una visione condivisa anche da Corrado Corsini, Presidente Pane DOP Toscano, che ha evidenziato come le denominazioni non possano procedere in modo isolato: il valore si costruisce insieme, valorizzando un patrimonio comune fatto di tradizioni, prodotti e territorio.
Resilienza, rete e nuove opportunità
Il confronto ha messo in luce anche il ruolo della rete come elemento di resilienza. Per Emanuele Blasi dell’Universita’ degli Studi della Tuscia, la collaborazione tra attori diversi della filiera – dalla produzione alla ristorazione fino alla comunicazione – rappresenta una leva fondamentale per rafforzare il sistema e valorizzare il territorio.
Un tema ripreso anche da Vanni Marchioni, Marketing e Development Pitti Taste, che ha sottolineato come il confronto tra esperienze diverse sia essenziale per costruire una valorizzazione autentica e condivisa dell’identità territoriale.
Territorio, turismo e nuove prospettive
Infine, il legame tra produzioni DOP, territorio e turismo si conferma strategico. Come evidenziato da Andrea Marrucci, Sindaco di San Gimignano e Vice Presidente Provincia di Siena, il turismo esperienziale rappresenta oggi una vetrina importante per i prodotti locali e un’opportunità concreta di sviluppo. In questo contesto si inseriscono anche nuovi progetti territoriali, capaci di coniugare sostenibilità, cultura e agricoltura.
Conclusione: il valore va costruito
Dalla giornata emerge una consapevolezza chiara: il valore delle DOP non è automatico. Va costruito ogni giorno, lungo tutta la filiera. E passa da tre elementi chiave: sinergia, capacità di stare sul mercato e visione.
Fonte: Confagricoltura Siena.it

