Ismea: ai 690 milioni iniziali aggiunti 4 miliardi che hanno spinto il plafond a 4,7 mliardi. Marchi (Ismea): oltre 260 le iniziative sostenute con oltre 3mila beneficiari, Campania prima tra le regioni
Quasi quattro miliardi di euro per rafforzare filiere agroindustriali strategiche del made in Italy. È la principale tranche del “Pnrr agricolo” (del valore complessivo di oltre 9 miliardi), quella relativa ai “Contratti di filiera”, accordi tra produttori agricoli, trasformatori e distributori per favorire innovazione e digitalizzazione ma anche riduzione dell’impatto ambientale nelle principali filiere del made in Italy alimentare in modo da renderle più efficienti e competitive.
Il target fissato prevedeva, entro il 30 giugno 2026, la contrattualizzazione di almeno il 95% dei 4 miliardi di risorse Pnrr destinati alle filiere agroalimentari. Obiettivo pienamente raggiunto e superato visto che con 3,89 miliardi impiegati la percentuale di spesa è stata pari al 98,7 per cento.
Il bilancio della voce “contratti di filiera” finanziati dal Pnrr, e che il Sole 24 Ore è in grado di anticipare, è stato tracciato da Ismea, l’Istituto di servizi per il mercato agricolo e alimentare, vigilato dal ministero dell’Agricoltura e della Sovranità alimentare che era stato designato come soggetto attuatore della misura.
Nel complesso sono stati sottoscritti 221 contratti, che coinvolgono 3.363 beneficiari. «Ismea – ha commentato il direttore generale dell’Istituto, Sergio Marchi – ha svolto il ruolo di soggetto attuatore del V bando dei contratti di filiera. Una misura che inizialmente disponeva di un budget di 690 milioni che avrebbero consentito di finanziare 43 contratti. Successivamente in due distinte tranche, grazie all’iniziativa del ministro Lollobrigida, si sono aggiunti altri 4 miliardi (che hanno spinto il plafond complessivo a favore delle filiere a sfiorare i 4,7 miliardi) e che hanno consentito di sottoscrivere ulteriori 221 contratti. Siamo arrivati quindi a oltre 260 iniziative sostenute. La gran parte riguardano l’agroalimentare ma ce ne sono anche 12 su pesca e acquacoltura e un pacchetto che riguarda silvicoltura e foreste».
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Fonte: Il Sole 24 Ore


