Uno studio dell’Università Cattolica del Sacro Cuore mostra come la lunga stagionatura della Coppa Piacentina DOP modifichi il profilo metabolico del prodotto e dei composti rilasciati durante la digestione gastrointestinale

La stagionatura rappresenta uno degli elementi più distintivi delle produzioni salumiere tradizionali italiane. Non si tratta semplicemente di una fase di conservazione, ma di un processo biochimico complesso, durante il quale enzimi endogeni e microrganismi trasformano profondamente il prodotto, contribuendo allo sviluppo di aroma, consistenza, sapore e identità territoriale. Nel caso della Coppa Piacentina DOP, una delle eccellenze della salumeria italiana a Indicazione Geografica, la stagionatura può protrarsi per molti mesi e costituisce una fase fondamentale per definire le caratteristiche qualitative del prodotto finale. Durante questo periodo avvengono processi di proteolisi e lipolisi, cioè la degradazione controllata di proteine e lipidi, che portano alla formazione di numerosi composti biochimici: peptidi, aminoacidi, acidi grassi e molecole volatili responsabili del profilo aromatico tipico della Coppa Piacentina DOP.

Negli ultimi anni, le moderne tecnologie “omiche”, come metabolomica, lipidomica e volatilomica, hanno permesso di studiare questi fenomeni in modo molto più approfondito rispetto al passato. Attraverso strumenti analitici avanzati basati sulla spettrometria di massa è infatti possibile osservare simultaneamente migliaia di molecole presenti negli alimenti e comprendere come esse cambino durante la trasformazione tecnologica. Parallelamente, sta crescendo l’interesse verso ciò che accade agli alimenti durante la digestione gastrointestinale. Un prodotto alimentare, infatti, non è importante soltanto per la sua composizione iniziale, ma anche per il modo in cui i suoi componenti vengono rilasciati e trasformati nel tratto gastrointestinale. La digestione può modificare profondamente le molecole presenti negli alimenti, generando nuovi metaboliti potenzialmente bioaccessibili e biologicamente attivi.

In questo contesto, lo studio pubblicato sulla rivista Food Bioscience da Rocchetti et al. (2026) ha avuto l’obiettivo di comprendere come la stagionatura della Coppa Piacentina DOP influenzi non solo la composizione chimica del prodotto, ma anche il comportamento metabolomico durante la digestione gastrointestinale simulata in vitro. I ricercatori hanno integrato differenti approcci analitici attraverso un approccio innovativo di “data fusion”, cioè l’integrazione di più dataset omici, per ottenere una visione sistemica delle trasformazioni biochimiche associate alla stagionatura. L’ipotesi di partenza era che la lunga maturazione della Coppa Piacentina DOP non producesse semplicemente variazioni qualitative e quantitative di singole molecole, ma determinasse una vera e propria riorganizzazione biochimica del prodotto, capace di influenzare anche i metaboliti rilascia ti durante la digestione. I risultati hanno mostrato come la tradizione produttiva e il tempo di stagionatura contribuiscano a creare una struttura chimica complessa e dinamica, che permane anche durante la digestione gastrointestinale. Lo studio effettuato offre quindi nuove prospettive per comprendere il valore delle produzioni DOP non soltanto dal punto di vista sensoriale e culturale, ma anche in relazione alla biochimica alimentare e alla nutrizione.

Gabriele Rocchetti

Ricercatore tenure track (RTT) in Chimica degli Alimenti presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore, Dipartimento di Scienze Animali, della Nutrizione e degli Alimenti (DIANA) dove si occupa di metabolomica applicata agli alimenti di origine animale e qualità delle produzioni agroalimentari DOP.

Metodologia

Lo studio è stato condotto su campioni di Coppa Piacentina DOP provenienti da differenti tempi di stagionatura: pro dotto fresco (T0, non stagionato), 60, 90, 180 e 240 giorni di maturazione. Tutti i campioni sono stati ottenuti secondo il disciplinare ufficiale della DOP. Per ridurre la variabilità dei campioni di Coppa Piacentina DOP, queste ultime provenivano da suini di un solo allevamento, un solo macello e lavo rate e stagionate nello stesso salumificio.
Per analizzare le trasformazioni biochimiche associate alla stagionatura, i ricercatori hanno utilizzato un approccio multi-omico integrato. In particolare, sono stati combinati dati di:

  • metabolomica (identificazione di piccole molecole di peso molecolare fino a 1200 Dalton);
  • lipidomica (identificazione di lipidi di peso molecolare fino a 1500 Dalton);
  • volatilomica (identificazione di composti aromatici volatili di peso molecolare fino a 650 Dalton).

L’integrazione dei dati è stata effettuata attraverso il model lo statistico DIABLO (acronimo di: Data Integration Analysis for Biomarker Discovery using Latent Variable Approaches for Omics Studies), uno strumento avanzato di “data fusion” capace di individuare correlazioni tra differenti classi di molecole e descrivere le reti biochimiche associate alla matura zione del prodotto. Successivamente, i campioni sono stati sottoposti a digestione gastrointestinale simulata utilizzando il protocollo standardizzato internazionale INFOGEST, che riproduce in vitro le principali fasi della digestione umana (orale, gastrica e intestinale). I digestati intestinali otte nuti sono stati quindi analizzati mediante metabolomica untargeted UHPLC-HRMS, una tecnica ad alta risoluzione che consente di identificare un elevato numero di metaboliti contemporaneamente. Complessivamente sono stati identificati oltre 1200 composti chimici nei campioni di Coppa Piacentina digeriti in vitro, appartenenti soprattutto ad aminoacidi, peptidi e metaboliti lipidici.

Risultati

L’analisi integrata dei dati ha evidenziato che la stagiona tura della Coppa Piacentina DOP determina una profonda riorganizzazione biochimica del prodotto. Le diverse piattaforme omiche hanno mostrato una forte correlazione tra loro, indicando che proteine, lipidi e composti aromatici evolvono in modo coordinato durante la maturazione. I campioni freschi (non stagionati) risultavano caratterizzati da metaboliti associati al metabolismo muscolare e ai sistemi antiossidanti naturali, come glutatione (un noto antiossidante naturale) e S-adenosil-metionina (un coenzima chiave coinvolto nei processi di metilazione). Con l’aumentare del tempo di stagionatura, invece, aumentavano composti legati alla proteolisi, all’ossidazione lipidica e alla formazione di peptidi complessi. Particolarmente interessante è stato il comportamento dei prodotti durante la digestione simulata in vitro. I profili metabolici intestinali hanno mostrato che le modificazioni indotte dalla stagionatura non vengono annullate dalla digestione, ma influenzano direttamente i metaboliti rilasciati nel tratto gastrointestinale.

Le coppe sottoposte a lunga stagionatura (180-240 giorni) hanno generato digestati caratterizzati da una maggiore complessità metabolomica rispetto al prodotto fresco o a breve stagionatura. In particolare, è stato osservato un aumento di derivati amminoacidici, peptidi e metaboliti lipidici derivanti dalla degradazione delle membrane cellulari. Un risultato particolarmente rilevante riguarda alcuni γ-glutamil-pept idi, molecole già associate in letteratura alle sensazioni gustative “kokumi”, cioè percezioni di pienezza e continuità del sapore. Alcuni di questi peptidi sono risultati relativamente resistenti alla digestione gastrointestinale simulata, suggerendo che la stagionatura possa favorire la formazione di composti bioaccessibili persistenti. Lo studio ha inoltre mostrato che la lunga stagionatura non aumenta necessariamente il rilascio totale di aminoacidi liberi durante la digestione. Al contrario, sembra promuovere soprattutto la formazione di peptidi e derivati più complessi, indicando che la maturazione modifica la struttura biochimica del prodotto in modo qualitativo più che quantitativo. Nel complesso, i risultati suggeriscono che la stagionatura tradizionale della Coppa Piacentina DOP non rappresenti soltanto un processo tecnologico volto allo sviluppo sensoriale, ma anche un fattore in grado di influenzare il comportamento metabolico dell’alimento durante la digestione.

Conclusioni

Questo studio mostra come la lunga stagionatura della Coppa Piacentina DOP non rappresenti soltanto un pro cesso tradizionale di conservazione e sviluppo sensoriale, ma una trasformazione biochimica profonda che continua a influenzare il prodotto anche durante la digestione gastrointestinale. Le moderne tecnologie omiche hanno permesso di osservare per la prima volta questa evoluzione in modo integrato, evidenziando come tempo, micro biologia e processi enzimatici contribuiscano a costruire una vera e propria “identità molecolare” del prodotto. I risultati suggeriscono che la maturazione non modifica semplicemente la quantità di alcune molecole, ma riorganizza l’intera matrice alimentare, generando profili metabolici distintivi che persistono anche dopo la digestione simulata. In particolare, la lunga stagionatura sembra favorire la formazione di peptidi e metaboliti complessi associati alla tipicità biochimica della Coppa Piacentina DOP. Pur senza attribuire effetti salutistici diretti, aspetto che richiederà ulteriori studi in vivo mirati, il lavoro evidenzia come le produzioni DOP possano essere interpretate oggi anche attraverso una chiave scientifica moderna, capace di integrare tradizione, qualità alimentare e tecniche omiche all’avanguardia. In questo senso, approcci multi-omici integrati rappresentano uno strumento promettente per valorizzare e comprendere più a fondo il patrimonio agro alimentare italiano.

RIFERIMENTI RICERCA

Titolo
Linking integrative omics-based data fusion to in vitro gastrointestinal digestion reveals ripening-driven chemical signatures in Coppa Piacentina PDO

Autori
F. Froldi, G. Rocchetti, G. Leni, G. Giuberti, S. Sigolo, A. Prandini

Fonte
Food Bioscience, 80, Article 108969 https://doi.org/10.1016/j.fbio.2026.108969

Abstract
La stagionatura delle carni stagionate determina complesse trasformazioni biochimiche che ne definiscono sia l’identità del prodotto sia il comportamento gastrointestinale. In questo studio è stata applicata una strategia integrativa per indagare in che modo l’organizzazione chimica della Coppa Piacentina a Denominazione di Origine Protetta (DOP), determinata dalla stagionatura, influenzi il suo profilo metabolico gastrointestinale. I set di dati metabolomici, lipidomici e volatilomici generati in precedenza, ottenuti da campioni non digeriti in diverse fasi di stagionatura (fresco, 60, 90, 180 e 240 giorni), sono stati integrati utilizzando un framework di fusione dei dati per ottenere una descrizione a livello di sistema delle firme chimiche associate alla stagionatura. Campioni provenienti dagli stessi stadi di stagionatura (n = 3) sono stati sottoposti al protocollo standardizzato di digestione in vitro INFOGEST, e i campioni digeriti a livello intestinale sono stati caratterizzati mediante metabolomica non mirata utilizzando la cromatografia liquida ad altissime prestazioni accoppiata alla spettrometria di massa ad alta risoluzione (UHPLC-HRMS) insieme alla profilazione degli aminoacidi liberi. L’analisi non mirata ha consentito l’annotazione putativa di 1298 caratteristiche di massa appartenenti principalmente ad aminoacidi, peptidi e metaboliti legati ai lipidi. La fusione dei dati ha rivelato reti molecolari coordinate associate alla maturazione, mettendo in evidenza la proteolisi, il rimodellamento lipidico e i processi ossidativi. Queste firme legate alla maturazione non sono state cancellate durante la digestione, ma si sono tradotte in profili metabolomici intestinali distinti. Una maturazione breve ha indotto cambiamenti moderati nei metaboliti bioaccessibili, mentre una maturazione prolungata ha amplificato la complessità digestiva, favorendo il rilascio di derivati peptidici e metaboliti legati ai lipidi senza aumentare il rilascio totale di aminoacidi liberi. In particolare, alcuni peptidi γ-glutamilici selezionati hanno mostrato una relativa resistenza alla degradazione gastrointestinale. Questi risultati indicano che la maturazione agisce come un fattore biochimico a livello di sistema che modella sia la composizione del prodotto sia il profilo metabolico generato durante la digestione.

Bibliografia essenziale
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10. Wang, H., et al. Kokumi γ-glutamyl peptides: Some insight into their evaluation and detection, biosynthetic pathways, contribution and changes in food processing. Food Chemistry Advances, 1 (2022), Article 100061.

Fonte: Consortium 2026 n°02

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