Italia Olivicola e CIA a Tuttofood 2026: due meeting talk sul futuro dell’olivicoltura italiana: “Dop e Igp dell’olio di oliva, più rischi o opportunità di fronte a una crisi di mercato?” e “L’olio extravergine di oliva italiano tra crisi geopolitiche e di mercato”

Il momento per l’olio extravergine di oliva italiano è complesso, ma nella crisi non mancano le opportunità, come è emerso nel corso dei talk di Italia Olivicola e CIA a TuttoFood 2026.

Occorre partire dalle Indicazioni Geografiche che continuano a rappresentare una forza di resilienza del comparto. Secondo i dati del Report Frantoio Italia dell’ICQRF al 30 aprile le DOP/IGP hanno venduto 2.000 tonnellate nel mese, portando le giacenze a 14 mila tonnellate e proiettando un dato di giacenza zero alla fine della campagna olearia. Vero è che però continuano a rappresentare il 4-6% del mercato.

“Le DOP e IGP dell’olio sono una realtà, non una promessa – ha affermato Mauro Rosati, direttore generale di Qualivita – laddove ci sono Consorzi attivi che funzionano anche i dati commerciali sono positivi. Occorre che le organizzazioni e le Regioni, anche in virtù del recente decreto ministeriale, si coordino per rafforzare il ruolo delle Indicazioni Geografiche.”

Oggi il prezzo medio delle Dop/Igp italiane è in media di 1,5-2 euro/kg superiore a quello dell’extravergine italiano sui mercati all’ingrosso. Un premio di prezzo che dovrebbe garantire una buona redditività agli olivicoltori e frantoiani ma così non è, come spiega Luigi Canino, vicepresidente di Italia Olivicola: “normalmente un differenziale di 2 euro/kg è sufficiente per garantire maggiori margini per il sistema produttivo ma oggi la crisi di mercato che stiamo vivendo, e che ha pochi precedenti a mia memoria, rende insostenibile anche vendere come Dop o Igp. In più il mercato è fermo e questo sta generando ulteriore tensione.”

Il bicchiere è mezzo pieno o mezzo vuoto? La resilienza delle indicazioni geografiche dell’olio è ormai una realtà ma contemporaneamente non offre ancora quel premio di prezzo per consentire all’olivicoltura italiana di rilanciarsi in un contesto internazionale sempre più competitivo.

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Fonte: ItaliaOlivicola.it