Consumi alimentari, gli italiani prestano attenzione sempre maggiore al rapporto qualità prezzo: il valore tangibile del prodotto sale in primo piano, cresce l’interesse per le marche del distributore e la Dop economy supera i 20 miliardi € di valore. Il cibo si conferma bussola di benessere, cambia la società e cambiano le priorità del consumatore
Un mondo in bilico tra instabilità e progresso segna la fine della globalizzazione. Incertezze politiche, guerre, cambiamenti climatici e transizione energetica destabilizzano le popolazioni e gli equilibri mondiali. In questo clima di caos il mondo appare fragile, scenario che si riflette sui comportamenti dei consumatori e ne determina le scelte.
L’ultimo Rapporto Coop (clicca qui per leggere il rapporto) realizzato in collaborazione con Nomisma rivela che solo il 396 delle persone interpellate è ottimista che nei prossimi anni la situazione possa migliorare.
Conflitti, spese militari, dazi, misure restrittive che si riflettono sul valore del commercio influiscono sullo scenario globale:
- la logistica è il nuovo terreno della geopolitica,
- la globalizzaaione lineare lascia spazio a un commercio frammentato, selettivo e strategico;
- le tensioni geopolitiche rendono il futuro del commercio più incerto che mai.
Il passaggio è epocale, la trasformazione strutturale. La globalizzazione si dissolve e si trasforma in un sistema più selettivo. Si scommette sull’intelligenza Artificiale come moltiplicatore della produttività, con impatti positivi o negativi ancora da verificare.
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DOP ECONOMY, IN CRESCITA
L’analisi dei XXIII Rapporto Ismea-Oualivita evidenzia che nel 2024 il comparto della DOP Economy italiana ha raggiunto un valore alla produzione di 20,7 miliardi di euro, con un incremento del +3,5% rispetto all’anno precedente. Per il quarto anno consecutivo aumenta il comparto del cibo, che con un +7,7% supera i 9,6 miliardi di euro, e l’export dei prodotti DOP IGP registra risultati che toccano i 12,3 miliardi di euro (+ 8,2%).
Aumenta anche il numero di Consorzi di tutela autorizzati dal Ministero dell’agricoltura: 328 realtà attive su tutto il territorio italiano che coordinano l’attività di 184.000 operatori dei comparti cibo, vino e bevande spiritose, generando lavoro per oltre 864.000 occupati. L’export si attesa a 12,3 miliardi di euro dove il settore cibo si attesta a 5,15 miliardi di curo (+12,7% annuale), con una dinamica a doppia cifra per formaggi, ortofrutticoli e cereali, oli di oliva. Gli Stati Uniti si confermano primo mercato di destinazione assorbendo oltre un quinto (22%) delle esportazioni italiane DOP IGP.
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La nuova mappa del benessere italiano
Gli italiani riscrivono la mappa del proprio benessere riducendo i consumi e privilegiando esperienze e relazioni. Scelgono sempre più spesso salute, prevenzione e tempo di qualità, con cibo, sport e svago culturale che diventano i pilastri di uno stile di vita sobrio e consapevole.
Calano i consumi legati a lusso, auto dì proprietà e shopping compulsivo, il nuovo motto è “meno, ma meglio”.
Cibo, prevenzione e stile di vita sano suggeriscono diete controllate, meal prep, alimenti funzionali e pasti cucinati in casa: la tendenza è acquistare solo l’indispensabile, riparare anziché sostituire, preferire prodotti sostenibili anche se più costosi. Una logica che mette al centro la qualità e la durata, più che la quantità e l’accumulo.
- 6 italiani su 10 indicano una dieta sana e bilanciata come uno dei principali accorgimenti per la cura di sé,
- oltre il 90% di loro vogliono aumentare la propria abitudine di cucinare in casa,
- 7 italiani su 10 vedono nell’IA un elemento chiave per la cucina del futuro.
La cucina è il laboratorio simbolico di questa trasformazione. Meal prep, nuove ricette e persino l’uso dell’intelligenza artificiale ai fornelli raccontano la volontà dì coniugare innovazione e tradizione, piacere e salute. La cucina resta presidio di identità e convivialità, ma si reinventa per rispondere a nuove esigenze di funzionalità.
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Fonte: Ingegneria Alimentare


