II direttore aenerale di Qualivita: “Nel Senese quattro hub eccezionali, Brunello, Nobile, Chianti Classico e Vernaccia. A Siena possiamo rilanciare dolci e cinta. Mercosur? può aprire scenari interessanti”.

Mauro Rosati, direttore generale della Fondazione Qualivita, ha fatto della qualità nel settore agroalimentare la stella polare da seguire. Negli anni i fatti gli hanno dato ragione. Il settore è divenuto sempre più rilevante, da un punto di vista economico e occupazionale, nel territorio senese. I prodotti senesi sono noti e apprezzati nel mondo.

Le intuizioni di Qualivita si sono rivelate azzeccate sotto tanti punti di vista. È stato un grande successo il forum sulla qualità alimentare che si è tenuto a Siena nello scorso dicembre, e che ha visto la presenza del commissario europeo all’agricoltura Cristophe Hansen che nell’occasione ha parlato delle linee guida dell’Action plan continentale per il settore. A Siena nella circostanza sono arrivati anche i ministri dell’agricoltura Francesco Lollobrigida per il Governo italiano, Annie Genevard per la Francia e Luis Planas per la Spagna. Ciò ha fatto del forum sulla qualità alimentare un appuntamento di primo piano a livello europeo. Nei giorni scorsi Rosati è stato insignito del Grifo Nobile, riconoscimento che gli è stato assegnato in occasione dell’Anteprima del Vino Nobile a Montepulciano. Un premio che testimonia la bontà del lavoro effettuato negli anni da Mauro Rosati e dalla Fondazione Qualivita.

Mauro Rosati, il suo impegno per l’agroalimentare è stato riconosciuto anche attraverso il premio Grifo Nobile, che le è stato assegnato a Montepulciano in occasione di un appuntamento sempre più rilevante come l’Anteprima del Vino Nobile.

Ricevere questo riconoscimento mi ha fatto enormemente piacere, e ciò è avvenuto in un contesto molto interessante. Non sempre capita di essere profeti in patria. Ad assegnarlo è stato un Consorzio importante da un punto di vista economico e della denominazione come il Nobile, che ha dimostrato di avere una visione innovativa. Penso al processo e al progetto di sostenibilità che hanno avviato, che è sintomo di grande democrazia e di cultura democratica.

Che anno è stato il 2025 per Qualivita?

Credo che di più non potessimo fare. Lavoriamo da tanti anni e siamo riconosciuti nel settore. Al forum sulla qualità alimentare è intervenuto il commissario per l’agricoltura Cristophe Hansen ed erano presenti le delegazioni di importanti Paesi europei. Nell’occasione è stato presentato l’indirizzo strategico del settore per l’Action plan. Noi portiamo avanti delle visioni, siamo una via di mezzo tra un ente di ricerca e un’istituzione culturale. Ripenso a tutto il lavoro che abbiamo fatto negli anni e alle intuizioni che abbiamo avuto: ad esempio quando nel 2008 iniziammo a collaborare con McDonald’s parlando di italianità, un filone che è partito in quel momento e che va ancora avanti.

Che momento è per il settore agroalimentare in Italia?

Lo scenario è un po’ complicato. Stiamo vivendo un momento di grande attenzione da parte dei consumatori, ma il mercato si sta restringendo. Ci sono dazi, blocchi commerciali e barriere chiuse, così diventa più difficile esportare il nostro vino. Da un lato il mercato chiede e vuole prodotti di qualità, ma da un altro lato ci sono barriere. Credo che l’Europa si stia muovendo rapidamente con importanti accordi bilaterali, penso soprattutto al Mercosur e all’India. Per fare un esempio: oggi in Brasile vengono bevuti in media 2 litri di vino all’anno. Ma il Brasile è un Paese enorme, dove sono presenti tanti italiani e dove la cultura non è così differente rispetto alla nostra. Si pensi a quanto questo dato potrebbe crescere e a quali vantaggi si potrebbero generare.

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Fonte: Corriere di Siena