Dentro l’uovo di Pasqua, ecco la sorpresa per le bollicine. Dopo due mesi di flessione tra gennaio e febbraio ora gli imbottigliamenti del Prosecco sono ritornati a correre. Il sistema è dunque pronto a una nuova accelerazione, sostenuta da un export che ha superato la soglia dei 2,2 miliardi di euro nel 2025.

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Osservando i numeri si può notare che l’avvio del 2026, sostanzialmente, è simile a quello del 2024, anno in cui son state imbottigliate 660 milioni di bottiglie (lo scorso anno furono 667 milioni). È infatti iniziato male l’anno del Prosecco: meno 19% a gennaio e meno 14% a febbraio; analizzando la media degli ultimi quattro anni, si è imbottigliato in media il 7% in meno. Dati arrivati dopo una continua flessione fin dal mese di settembre dello scorso anno.

Nell’attuale fase di mercato, il sell out (vendita a scaffale) è però sostanzialmente stabile. «Se il tendenziale del primo bimestre presenta una sensibile flessione, il risultato va letto in una dinamica degli approvvigionamenti che ha cercato, in tutti i modi, di evitare la penalizzazione determinata dall’introduzione dei dazi imposti da Trump — commenta il dato del primo bimestre il presidente della Doc Prosecco Giancarlo Guidolin —. Andamento che non ha rappresentato una sorpresa per la denominazione, in quanto già ipotizzato. Quello che appare positivo, invece, sono i dati relativi alle vendite, corrispondenti al consumo reale delle nostre produzioni».

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Fonte: Corriere del Veneto

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