DOP e IGP negli Autogrill, l’obiettivo, in collaborazione con Fondazione Qualivita, è creare un modello di cooperazione con realtà di nicchia a forte identità territoriale per offrire ai viaggiatori un legame autentico con i luoghi che stanno attraversando

Qualità certificata e prodotti con la carta d’identità: Dop e Igp. È una strategia originaria di Autogrill che oggi il gruppo – guidato da Massimiliano Santoro e controllato dalla holding svizzera Avolta, a sua volta partecipata, per una quota di maggioranza relativa, da Edizione della famiglia Benetton – rilancia alla grande, puntando sulla leva della qualità e della certificazione per rafforzare il proprio posizionamento.

«Oggi circa il 70% degli acquisti per il cibo proviene già da aziende italiane, ma con “Origini Edition” vogliamo aumentare il peso delle referenze Dop e Igp», spiega l’amministratore delegato di Avolta Italia, presentando la nuova partnership con Fondazione Qualivita. L’obiettivo è chiaro: trasformare la cucina italiana certificata in un driver commerciale forte nei luoghi di viaggio globali, tra aeroporti e autostrade. Il progetto parte da numeri rilevanti – 122 milioni di scontrini, 100 milioni di caffè e 20 milioni di panini l’anno – e si innesta su una rete di oltre 400 locali ad alta intensità di traffico.

«Il legame con la filiera italiana è già molto significativo, ma vogliamo rafforzarlo guardando sempre più alle produzioni certificate», sottolinea Santoro. Il panino diventa così il simbolo di un racconto più ampio: «Un prodotto semplice, ma capace di esprimere la profondità e la diversità del patrimonio gastronomico italiano».

Determinante il ruolo di Qualivita, chiamata a fare da ponte tra distribuzione e produzione. «È un anello di congiunzione fondamentale: accanto aíigrandi consorzi esistono realtà di nicchia con forte identità territoriale ma limitata capacità commerciale», osserva il manager. In questo senso, il progetto si configura come un modello di cooperazione tra filiere, con l’ambizione di creare una domanda stabile e non episodica per i produttori.

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Fonte: La Provincia di Sondrio