L’oliveto tecnologico del Riviera Ligure DOP fa scuola: agronomi e insegnanti polacchi visitano il Ponente per studiare le innovazioni contro il riscaldamento globale

Al Professor Dariusz Sochacki, il volo del drone è piaciuto in odo particolare. «Una sperimentazione davvero interessante sul piano scientifico. L’uso di tecnologie innovative, come i droni, per l’orticoltura di precisione, può essere esportato anche su altre colture, in Italia come in Polonia».  Sochacki, che è docente di floricoltura all’Università di Varsavia, ha coordinato una delegazione di una ventina di insegnanti polacchi in visita la scorsa settimana nel ponente ligure.

L’oliveto sperimentale del Consorzio per la tutela dell’olio Dop Riviera Ligure, sulle alture di Lucinasco, a nordovest di Imperia, è stata una tappa centrale del viaggio di formazione. «Il riscaldamento globale ci sta dettando l’agenda. In Polonia, a causa delle temperature in aumento, aumentano anche le coltivazioni di uva, e stiamo cominciando a provare i nostri vini. In questo clima, la coltura di precisione, che riduca il consumo di sostanze chimiche e di acqua, è essenziale».

Nell’oliveto sperimentale di Lucinasco, su 18 piante, sono stati applicati una trentina di sensori che misurano parametri come la temperatura dell’ambiente, la luminosità, la temperatura delle foglie, la capacità delle foglie di riflettere la luce, o albedo. Altri sensori, nel suolo, misurano temperatura, umidità, presenza di acqua e dinutrienti. Quanto ai droni, il presidente del Consorzio, Carlo Siffredi vorrebbe poterli usare presto. «La legge vieta l’uso di mezzi aerei per distribuire fitofarmaci sulle piantagioni. Lo concede soltanto per la distribuzione del concime. Stiamo facendo queste prove per fornire i dati al ministero. Con i droni, la sicurezza e l’efficacia aumentano: non c’è contatto diretto, le sostanze vengono nebulizzate, diminuisce la quantità di prodotto necessaria».

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Fonte: Secolo XIX Imperia