Parto dalla fine. Con la pubblicazione del volume La filosofia della Dop ec onomy, edito da Treccani con la prefazione di Umberto Galimberti, si apre una nuova fase del nostro lavoro. Prende avvio un percorso di promozione culturale nei territori, insieme a Origin Italia e ai Consorzi di tutela, per parlare di agricoltura, trasformazione e produzione attraverso un linguaggio più vicino ai cittadini, ai gio vani e agli s tudenti.
L’idea è chiara. Affiancare al lavoro di divulgazione scientifica che abbiamo portato avanti in questi anni attraverso Consortium, le pubblicazioni della Fondazione Qualivita e numerose iniziative, un nuovo progetto culturale fondato su una serie di incontri nei territori per la presentazione del volume, concepiti come veri e propri seminari sulla Dop economy. Occasioni utili a rafforzare il ruolo dei Consorzi di tutela e a rendere più comprensibile il valore delle Indicazioni Geografiche, un valore che riguarda l’economia, i territori, la qualità delle produzioni e la vita delle comunità.
L’obiettivo è tenere insieme due piani che devono procedere in modo coerente: il racconto scientifico e la narrazione culturale del mondo dei prodotti DOP e IGP. Da questo intreccio può nascere una rappresentazione ancora più credibile del lavoro svolto da imprese, filiere e Consorzi e può prendere forma un’idea di valore e di crescita capace di guardare avanti. Una prospettiva che tiene insieme futuro, ricerca, innovazione e tradizione. È questo il senso del nostro impegno.
Questo numero di Consortium è dedicato in larga parte al tema del Turismo DOP. A fine marzo abbiamo presentato il secondo Rapporto dedicato ai dati del 2025, che conferma un passaggio importante. Le attività promosse nei territori si presentano oggi con maggiore consapevolezza, con una narrazione più precisa, con un legame più forte con le Indicazioni Geografiche e con una crescente attenzione alla sostenibilità e alla qualità delle r elazioni istituzionali.
Accanto a questi dati, gli studi scientifici pubblicati insieme al Rapporto aiutano a leggere meglio questa evoluzione. Emergono con chiarezza gli effetti positivi del Turismo DOP sulla resilienza socioeconomica delle imprese e sulla valorizzazione dei territori. Si consolida soprattutto l’idea che ambiente e patrimonio culturale rappresentino una base comune sulla quale costruire progettazioni condivise, durature e credibili da parte di tutti gli att ori del territorio.
È una prospettiva positiva per il settore, che richiede però un lavoro serio, ordinato e senza scorciatoie. Perché, come in ogni ambito strategico dell’impresa, ciò che conta è la qualità dell’organizzazione, la chiarezza degli obiettivi e la capacità di dare continuità alle azioni. Anche il turismo legato alle Indicazioni Geografiche è chiamato oggi a compiere questo passaggio di maturazione e di c ostruzione.
Mauro Rosati
Direttore Editoriale Consortium


