Il vino dell’Emilia Romagna sbarca a Verona con 90 espositori e 16 masterclass. L’assessore Mammi: «I dazi sono un danno, le imprese facciano sistema»

«I dazi sono tasse, un danno significativo per il vino. Serve un piano strategico nazionale ed europeo». E con questa presa di posizione che Alessio Mammi, assessore all’Agricoltura della Regione Emilia-Romagna, si prepara a Vinitaly, in programma a Verona da domenica 12 a mercoledì 15 aprile. Il salone internazionale del vino e dei distillati è il punto di riferimento per il settore, con migliaia di espositori, buyer e operatori da tutto il mondo. Un appuntamento in cui l’Emilia-Romagna si presenta con l’abito migliore, con lo scopo di promuovere un comparto strategico, ma non esente da difficoltà. In vetrina ci saranno 90 espositori e 16 masterclass, a rappresentare un mercato forte di risorse per 26 milioni di euro tramite l’Organizzazione comune di mercato (Ocm). Tra i temi da affrontare, dazi, clima, burocrazia e la sfida delle etichette sanitarie.

Assessore, Vinitaly 2026 arriva in una fase delicata per il vino italiano: qual è il messaggio che l’Emilia-Romagna vuole portare a Verona?

«L’Emilia-Romagna anche nel 2026 si presenta a Vinitaly con un padiglione ricco di novità a partire dalla nuova veste grafica e dalla straordinaria presenza del ristorante di Carlo Cracco, che produrrà piatti di grande livello e piadine gourmet con le 45 Dop e Igp regionali, rinsaldando la proposta sinergica food&wine. Nel padiglione ci saranno 90 espositori (+13% rispetto all’edizione 2025) e presenteremo, tra i vari appuntamenti, 16 masterclass dedicate ai nostri vini».

A Vinitaly vino e turismo vengono raccontati insieme: è davvero una leva strategica o rischia di restare uno slogan? Quali ricadute concrete vi aspettate per territori e le cantine?

«Cibo e vino sono un connubio distintivo del nostro territorio, che tratteggia la nostra identità e garantisce occupazione, competitività delle imprese e benessere sociale. A fine marzo Qualivita ha pubblicato il secondo rapporto italiano del Turismo DOP: l’Emilia-Romagna è classificata in terza posizione, con un indice di valore al 57,5%, dopo Veneto e Toscana. I fattori decisivi si confermano la presenza di filiere produttive solide, un’attrattività turistica consolidata e, soprattutto, Consorzi di tutela strutturati e riconosciuti capaci di svolgere un ruolo attivo di governance territoriale».

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Fonte: Gazzetta di Modena