Accanto alla produzione di vino italiano resta centrale il tema delle giacenze e soprattutto le crisi internazionali. Negli ultimi decenni il consumo pro capite è progressivamente diminuito a causa dei cambi degli stili di vita

Il vino italiano si prepara ad affrontare una stagione decisiva. Tra consumi in rallentamento, tensioni sui mercati internazionali e un quadro economico ancora incerto. Il settore guarda con attenzione al prossimo Vinitaly di Verona, in programma dal 12 al 15 aprile prossimi, tradizionale punto di incontro tra produttori, buyer e operatori del commercio mondiale.

In questo scenario, la Puglia – una delle principali regioni vitivinicole del Paese – si presenta con numeri importanti ma anche con alcune criticità da gestire. La regione continua infatti a rappresentare uno dei pilastri della produzione nazionale. Secondo le stime più recenti, la produzione regionale ha raggiunto nel 2025 circa 11 milioni di ettolitri di vino, in forte recupero rispetto al 2023, annata segnata da condizioni climatiche difficili e da un sensibile calo produttivo. La Puglia si conferma così tra le principali regioni vitivinicole italiane, grazie soprattutto ai suoi vitigni simbolo come Primitivo, Negroamaro e Nero di Troia.

La questione giacenze

Accanto alla produzione resta però centrale il tema delle giacenze. I dati dei registri telematici indicano che nel corso del 2025 lo stock ha superato 3,7 milioni di ettolitri, con una quota significativa rappresentata dai vini a Indicazione geografica protetta. In particolare, le giacenze comprendono circa 1,38 milioni di ettolitri di Igp Puglia e quasi 900 mila ettolitri di Igp Salento. Altra questione è il calo della domanda interna. Negli ultimi decenni il consumo pro-capite è progressivamente diminuito, complice un cambiamento negli stili di vita, una maggiore attenzione alla salute e una minore abitudine al consumo quotidiano.

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Fonte: L’Edicola