A Montalcino la presentazione del libro di Mauro Rosati diventa un confronto sul valore delle Dop tra economia, comunità e sviluppo del territorio

A Montalcino, dove il vino non è soltanto economia ma grammatica del paesaggio, la presentazione del libro di Mauro Rosati ha preso la forma di qualcosa di più di un appuntamento culturale. Nella chiesa di Sant’Agostino, il confronto intorno a La filosofia della Dop economy ha acceso una domanda che riguarda molto più del cibo di qualità: che cosa tiene insieme un territorio quando decide di trasformare un prodotto in destino comune?

La serata, promossa dalla Fondazione Territoriale Brunello di Montalcino insieme al Consorzio del Vino Brunello di Montalcino, ha riunito istituzioni, imprese, finanza e mondo della conoscenza. Un parterre ampio, ma senza liturgie stanche. Il clima era quello delle occasioni in cui il racconto di un modello incontra la prova concreta dei fatti. E Montalcino, da questo punto di vista, non è uno sfondo. È un caso di studio vivente.

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Rosati, autore del libro e direttore di Qualivita, ha insistito sulla tesi che attraversa tutto il suo lavoro: una Dop non protegge solo un prodotto. Organizza relazioni, custodisce memoria, produce cultura, attiva comunità. Quando funziona, cambia il modo in cui un luogo pensa sé stesso.

Ed è qui che il discorso si fa filosofico senza perdere presa sulla realtà. Nel libro, le Indicazioni Geografiche non compaiono come semplici marchi o strumenti di difesa commerciale. Diventano una forma di ordine condiviso, quasi una tecnologia civile del territorio. Economia, identità, istituzioni e democrazia non sono parole ornamentali. Sono i pezzi di una stessa architettura.

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Fonte: Gazzetta di Siena.it