Cibo italiano più forte dei dazi, Rosati (Fondazione Qualivita): quest’anno si prevede di superare i 70 miliardi di esportazioni. E sulla tavola di Natale potrebbe arrivare il riconoscimento Unesco alla cucina italiana

Sulla tavola di Natale potremmo trovare un regalo, la cucina italiana è infatti candidata a diventare patrimonio Unesco, il verdetto finale è atteso «durante la sessione del Comitato a Nuova Delhi il 10 dicembre», ricorda sul sito la Presidenza del Consiglio, che mette in fila i nostri due punti di forza: i «saperi antichi tramandati nel corso dei secoli» ma anche il «rituale di convivialità, valore culturale del nostro Paese».

VERSO 70 MILIARDI DI EXPORT

I nostri gioielli. Buoni come il Parmigiano Reggiano con il prosciutto, un piatto di pasta accompagnato da un calice di vino, una fetta di pane e olio, una piadina o un panettone appena sfornati. Buoni come le infinite varietà del Made in Italy, una ricchezza unica al mondo che non è stata travolta dalle previsioni nefaste sui dazi di Trump e si prepara a sfondare il record dei 70 miliardi di export.

DOP, IGP, STG: SIAMO I PRIMI IN EUROPA

Con 331 prodotti Dop, Igp, Stg (l’ultima sigla indica le specialità tradizionali garantite), siamo il primo paese in Europa per cibo a indicazione geografica, il fatturato sfiora i 9 miliardi e supera i venti, se aggiungiamo i vini (530 varietà Dop e Igp) e gli spiriti (36), come ci ricorda l’ultimo rapporto Ismea-Qualivita (i dati sono riferiti al 2024).

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«PIÙ FORTI DEI DAZI E DELLE GUERRE»

Sullo sfondo c’è sempre quella stima record, oltre 70 miliardi di export per il cibo. Mauro Rosati, direttore generale di Fondazione Qualivita, riconosce: «Sicuramente è una sorpresa rispetto al problema dazi che poi è stato in qualche modo contenuto. I prodotti italiani sono più forti anche delle guerre». Non solo. «Negli ultimi otto anni abbiamo dovuto fare i conti con 55mila barriere doganali, quindi ci siamo abituati a superare gli ostacoli»

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Fonte: QN – Quotidiano Nazionale