In Francia a causa del calo del consumo di vino e della siccità gli agricoltori sradicano le viti
Sullo sfondo maestoso dei Pirenei innevati, le valli e le pianure intorno al villaggio di Baixas, vicino a Perpignan, un tempo erano ricoperte da ordinati filari di viti. Oggi il paesaggio in questo angolo della Francia meridionale è un “miscuglio” agricolo. Mucchi di tralci di vite sradicati, nodosi e anneriti, giacciono abbandonati qua e là nei campi vuoti. In alcuni punti, erbe selvatiche e arbusti ricoprono terreni che un tempo producevano uva Grenache noir o Syrah.
In altri, fichi d’India o alberelli spinosi di argan hanno sostituito le viti. La coltivazione dell’uva continua. Ma la più grande regione vinicola della Francia sta perdendo vaste aree dei suoi vigneti. La regione vinicola della Languedoc-Roussillon, lungo la costa sud-occidentale del Mediterraneo, non produce i vini pregiati di Bordeaux o della Borgogna, famosi in tutto il mondo, che fanno bella presenza sulle tavole di lusso di Parigi o New York.
Ma la regione rappresenta il 28% della produzione francese in volume, con una produzione di quasi 10 milioni di ettolitri nel 2024, quasi tre volte quella dei vigneti di Bordeaux. Questa non è una terra di grandi ch ` ateaux, raggiungibili attraverso strade sterrate fiancheggiate da cipressi.
Gran parte del vino intorno a Perpignan è prodotto con uve coltivate su piccoli appezzamenti da agricoltori appartenenti a cooperative locali. E loro stanno lottando. Quest`anno gli agricoltori hanno estirpato il 14% dei vigneti nel dipartimento dei Pirenei Orientali, che circonda Perpignan.
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Fonte: Affari e Finanza – la Repubblica


