Il Consorzio di tutela dell’Olio Riviera Ligure Dop ha ospitato a Imperia un incontro dedicato alla Dop economy, durante il quale è stato presentato il libro di Mauro Rosati “La filosofia della Dop economy”
A Imperia, si è tenuta una delle tappe tour nazionale dedicato al libro di Mauro Rosati “La Filosofia della Dop economy”, per raccontare il ruolo dei Consorzi di tutela e delle Indicazioni Geografiche.
Con questo volume, Mauro Rosati propone una lettura ampia e originale della Dop economy, interpretandola come una delle espressioni più significative del rinascimento agroalimentare italiano.
«Per il Consorzio di tutela dell’Olio Riviera Ligure Dop, questa riflessione ha un significato particolare: racconta il senso profondo della custodia del suolo attraverso i muretti a secco, perfetto esempio di armonia tra uomo e natura. Parla della tutela, responsabilità, promozione della qualità certificata e del Turismo Dop». Dopo i saluti, in programma un approfondimento e dibattito sull’argomento.» spiegano dallo stesso Consorzio.
Presente all’incontro anche l’assessore all’Agricoltura della Regione Liguria Alessandro Piana, insieme al sindaco di Imperia Claudio Scajola, il presidente della Camera di Commercio Riviere di Liguria Enrico Lupi, Carlo Siffredi, presidente del Consorzio tutela Olio Riviera Ligure DOP e dell’Associazione produttori di Olive Taggiasche Liguri IGP, Mauro Rosati, direttore della Fondazione Qualivita, Cesare Baldrighi, presidente di Origin Italia, e Alessandro Dentone, presidente dell’Unione Regionale Cuochi Liguri.
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«In Liguria la DOP Economy esprime in modo esemplare il legame tra territorio, identità e cultura – sottolinea Mauro Rosati, direttore della Fondazione Qualivita – Tra le numerose eccellenze, l’Olio Riviera Ligure DOP è simbolo di qualità riconosciuta nel mondo e, grazie all’impegno del Consorzio e dei produttori, rappresenta anche un presidio di salvaguardia di un paesaggio unico, caratterizzato dai muretti a secco, patrimonio UNESCO. Allo stesso modo, le Olive Taggiasche Liguri IGP dimostrano come il recente riconoscimento, fortemente sostenuto dalle istituzioni regionali, costituisca un esempio emblematico di ‘reshoring agroalimentare’, ovvero il recupero del valore economico, produttivo e simbolico del prodotto nel suo territorio d’origine, con benefici diffusi per tutta la comunità».
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Fonte: FlorNewsLiguria.it


