Cosa c’è dietro la passione di alcuni grandissimi scrittori per la cucina e perché la ristorazione è entrata in crisi? La risposta di filosofi e critici e tra le righe del romanzo di un’autrice austriaca. Ci salveranno la Dop economy e la volontà di recuperare tutto.
Gioia, gelosia, rancore, amore, paura, rabbia, sorpresa… A questo elenco di sentimenti, che potrebbe essere infinito, aggiungete la gola — lussuria o fame che sia — ed entrate nelle pagine di una cinquantina di grandi romanzi e nella pancia dei loro scrittori che anche in cucina hanno trovato ispirazione.
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Cucinare nel secolo sbagliato, romanzo appena uscito, è il ritratto di una generazione (quella dei 40-50enni, come l’autrice Teresa Präauer) più attenta all’immagine che alla sostanza dove anche la scelta dei piatti è una indicazione di appartenenza sociale. Il titolo di ogni capitolo rimanda agli ingredienti di ricette, ma piuttosto è quasi un invito a capire di che pasta è fatto ogni commensale. Per la padrona di casa il cibo è sempre stato legato a un processo di crescita: dalle omelette della nonna, guarnite con cucchiaiate di marmellata, al sorso salmastro della prima ostrica. Un secolo sbagliato — ahinoi — il nostro osservandolo anche col senso del gusto.
E impietoso, nella prefazione de La filosofia della Dop economy, Umberto Galimberti. “Dopo la desessualizzazione dei corpi, oggi regolati più dall’igiene che dal piacere, ci stiamo avviando verso la deprivazione del gusto” scrive il filosofo e aggiunge: “Con l’uniformità dei cibi abbiamo perso anche i valori della tradizione, e quindi la memoria della nostra storia”.
Per fortuna, l’autore del saggio, Mauro Rosati (esperto di politiche agroalimentari, direttore di Qualivita), ci restituisce l’ottimismo. “Dop economy — spiega — è l’espressione di un Rinascimento agroalimentare italiano, in cui i prodotti legati all’origine non sono più solo beni da consumare, ma diventano economia, cultura, identità, comunità, istituzioni e democrazia”.
MAURO ROSATI
La filosofia della Dop economy
Treccani, 2026 pp. 376, euro 19,00
“Sono consapevole di aver immaginato dei fuochi, dove in alcuni luoghi c’è solo una scintilla. Nutro la speranza di contribuire a mettere in moto coscienza e forze nuove tra le tante donne e gli uomini della Dop economy che portano i tratti di … bellezza umana e preservano la sensibilità di riconoscere la differenza fra progresso e sviluppo”.
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Fonte: Leggere Tutti


