La crescita della Dop economy nel Nordovest: gli alimentari DOP e IGP fanno crescere l’economia del +7,1%
Il cibo e il vino italiani, si sa, piacciono e sono apprezzati in tutto il mondo. Questo, però, non rappresenta solo un vanto nazionale collegato al gusto e all’estetica, ma genera profitto, muove l’economia e sostiene gli operatori di filiera.
Nel 2024 la Dop economy, infatti, mostra valori in crescita in 14 regioni italiane su 20 secondo i dati del 23° Rapporto Ismea-Qualivita, con la Lombardia terza in Italia per impatto economico e quarto il Piemonte (primo il Veneto, seconda l’Emilia Romagna).
Se le quattro regioni del Nordest si confermano “motore pulsante” con un valore aggregato di 11,24 miliardi, con il Veneto che sfiora i 5 miliardi di valore, Emilia-Romagna (+3%) e Friuli-Venezia Giulia (+8,1%) che rafforzano ulteriormente il risultato dell’area, procede molto bene nel complesso il Nordovest (+7,1%), trainato per il secondo anno di fila proprio dalla Lombardia, che raggiunge i 2,9 miliardi di euro e con +13,1% cresce per il quarto anno consecutivo ponendosi come terza regione per impatto; ha 8.188 operatori nelle filiere Igp e 75 prodotti Dop, Igp, Stg.
Frena il Piemonte (-2,8%) che comunque raggiunge 1,564 miliardi di euro con 12.862 operatori e 84 prodotti, mentre registrano un incremento rispetto al 2023 sia la Liguria (+18,8%) che si posiziona 17a con 57 milioni di euro di valore economico, 1.872 operatori e 18 prodotti, sia la Valle d’Aosta (+3,5%) con 62 milioni, 1.013 operatori e 5 prodotti.
Entrando ancora di più nel dettaglio, in Lombardia Brescia “pesa” per 1,028 milioni (35%) grazie soprattutto ai formaggi, segue Mantova con 700 milioni (24%), Cremona con 350 milioni (12%) e Sondrio 293 milioni (10%). In Piemonte, guida Cuneo con 923 milioni (59%) soprattutto per il vino (sul vino il Piemonte è secondo per incidenza economica), poi Asti con 272 milioni (17%), Alessandria con 205 milioni (13%) e Novara con 108 (75).
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Fonte: Settegiorni


