Le Indicazioni Geografiche sono un pietra centrale dell’eccellenza agroalimentare italiana, ne tutelano l’autenticità, sostengono le economie locali e ne aumentano la competitività. Il Governo rimane impegnato a rafforzare questo modello sia a livello nazionale che internazionale
Il Rapporto Ismea Qualivita conferma che le Indicazioni Geografiche rappresentano un modello di sviluppo avanzato e una politica di successo per l’intero sistema agroalimentare
[Articolo originale in lingua inglese] L’economia agroalimentare italiana delle DOP continua a espandersi, registrando una crescita per il quarto anno consecutivo nel 2024, raggiungendo un valore alla produzione di 9,64 miliardi di euro, con un incremento del +7,7% rispetto all’anno precedente e del +48% rispetto al 2014.
Anche il valore al consumo dei prodotti DOP, IGP e STG segna un record, superando i 18,57 miliardi di euro nel 2024, con un aumento del +6,5% rispetto al 2023. Il sistema italiano delle Indicazioni Geografiche impiega 597.250 persone in 86.346 operatori, organizzati in 189 Consorzi di Tutela autorizzati dal Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste (Masaf) e vigilati da 36 Organismi di Controllo.
Sul fronte dell’export, i prodotti agroalimentari italiani DOP e IGP hanno superato per la prima volta nel 2024 i 5 miliardi di euro (5,15 miliardi di euro), con un incremento del +12,7% su base annua e del +91% dal 2014, con una crescita del +9,4% sul mercato UE e del +17,8% sui mercati extra UE.
Il 2024 conferma una crescita diffusa e costante per l’economia regionale delle DOP, che registra valori superiori a quelli del 2023 in quattordici regioni italiane su venti, secondo i dati del XXIII Rapporto Ismea-Qualivita. A livello provinciale, due province su tre (65%) registrano una crescita in valore, con oltre una provincia su quattro (26%) che registra incrementi a doppia cifra.
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Fonte: Food – Italia


