Mauro Rosati presenta il libro “La Filosofia della Dop economy” al museo Bailo di Treviso: “le filiere DOP e IGP fanno economia vera. I Consorzi riescono a migliorare le filiere ma la forza più importante sono i produttori”.
La Dop economy è il sistema economico e produttivo basato sui prodotti agroalimentari e vitivinicoli con certificazione di origine Dop, Igt e Stg. Un insieme di fattori che rappresenta il pilastro fondamentale del made in Italy (e del suo export), sostenuto soprattutto dalla coesione dei consorzi di tutela; crea valore non delocalizzabile e tutela tradizione, comunità, occupazione e territori.
L’Italia è un giacimento ricchissimo per la Dop economy, con oltre 180 mila imprese legate alle Dop e alle Igp, per un totale di oltre mille “tesori” agroalimentari certificati, assestando il nostro Paese al primo posto in Europa. Il Veneto fa la sua larga parte, con una quarantina di eccellenze tra formaggi, ortaggi, radicchi, asparagi. A cui si aggiungono le denominazioni vitivinicole e il fenomeno Prosecco, uno dei tanti “miracoli” italiani e un modello di successo. Ma non è un caso unico, se si pensa al boom planetario del Parmigiano Reggiano, della mozzarella di bufala campana o del cioccolato di Modica.
I PRODOTTI
Prodotti il cui valore non è più solo riconducibile al mero prezzo di mercato, ma che, invece, sono il frutto di una filiera di qualità, mantenendo un legame autentico con i territori e la cultura d’origine. Sistemi di sviluppo dinamici, sempre attenti all’evoluzione del mercato, con uno scopo primario: garantire al consumatore finale che quel che mangia e beve corrisponde, effettivamente, a ciò che si aspetta da un cibo e da un vino certificato.
Se ne è parlato venerdì, nella sala Zanini del Museo Bailo di Treviso, alla presentazione del libro “La filosofia della Dop Economy. Come il cibo di qualità può generare cultura” (Treccani), scritto da Mauro Rosati, direttore della Fondazione Qualivita, esperto di politiche agroalimentari.
L’APPUNTAMENTO
Rosati, in un tour di quaranta date, sta presentando il suo saggio in tutta Italia; la tappa trevigiana è stata organizzata con il sostegno del Consorzio Prosecco Doc e del Comune di Treviso, in collaborazione con la Fondazione Qualivita. Sono intervenuti il direttore del Prosecco Doc, Luca Giavi, il sindaco Mario Conte, Giulia Casagrande, presidente di Fondazione Marca Treviso, Luca De Carlo presidente della Commissione agricoltura del Senato e Cesare Mazzetti a capo di Qualivita.
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Fonte: Il Gazzettino – Treviso


