Produttori, ricercatori, case sementiere e Gdo a confronto in 2/a Giornata delle Brassiche
Ricerca e innovazione fanno del cavolfiore una coltura modello per la transizione ecologica e la resistenza ai cambiamento climatico, spingendo la produzione nazionale, con l’Italia che si posiziona all’ottavo posto della classifica mondiale e al secondo di quella europea, dietro la Spagna.
E’ quanto emerso dalla seconda Giornata delle Brassiche, organizzata alla Reggia di Portici (Napoli), dall’Agenzia Omnibus Comunicazione con il patrocinio e la collaborazione del Dipartimento di Agraria dell’Università degli Studi di Napoli Federico II.
“Il cavolfiore – ha spiegato Stefania De Pascale, docente di Orticoltura del Dipartimento di Agraria dell’Università di Napoli Federico II – è una specie altamente sensibile alla temperatura e quindi particolarmente esposta agli effetti del cambiamento climatico. Ma la filiera sta vivendo un’evoluzione importante: nuove varietà più resilienti, strumenti previsionali basati sui gradi giorno, irrigazione di precisione e riduzione degli input rendono il cavolfiore una coltura modello per la transizione ecologica”. “Sul piano commerciale – ha aggiunto De Pascale – il prodotto sta cambiando identità: è nata la prima IGP (Cavolfiore della Piana del Sele IGP, ndr) e poi è in atto il passaggio ai segmenti ready-to-eat e plant-based, con un crescente interesse da parte della grande distribuzione organizzata“.
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Fonte: Ansa.it


