La III edizione del Sono Terra Festival (Eboli) si è chiusa con la consegna del Premio Solco Maggiore a Maddalena Fossati, Mauro Rosati, Antonio Orlotti e Attilio de Devitiis.

Si è chiusa tra gli applausi e una standing ovation per L’uomo che piantava gli alberi, racconto dello scrittore francese Jean Giono, la III edizione del Sono Terra Festival, svoltasi a Eboli il 9 e 10 ottobre.

L’attore Gianluigi Tosto, accompagnato dal violoncello di Damiano Puliti, ha portato in scena una performance tra parole e musica sul rapporto tra uomo e natura e sulla forza di un gesto individuale che, ripetuto nel tempo, può trasformare un territorio.

Dibattiti, presentazioni di libri e un intervento divulgativo in formato TED talk hanno animato le due giornate del Festival, ospitato nel Convento di San Pietro Alli Marmi e dedicato al tema della Fiducia, come descritto dalla responsabile marketing della Op Filomena Vocca in apertura.

Promossa dall’Organizzazione di produttori della Piana del Sele Solco Maggiore, impegnata nella valorizzazione dell’agricoltura attraverso linguaggi e iniziative culturali, la manifestazione si è aperta con l’VIII edizione del Premio Solco Maggiore, dedicato a persone e storie capaci di lasciare un segno e aprire nuove strade.

I premiati

Sono stati premiati Maddalena Fossati, direttrice de La Cucina Italiana e presidente del comitato promotore della candidatura della Cucina Italiana a Patrimonio Unesco, per la categoria Comunicare; Mauro Rosati, direttore della Fondazione Qualivita e di Origin Italia, per la categoria Identità; Antonio Orlotti, presidente dell’Organizzazione di produttori Latte di Bufala Mediterranea, per la categoria Impresa; Attilio De Devitiis, socio conferitore della Op Solco Maggiore, per la categoria Coltivare.

Ai premiati è stata consegnata un’opera del pittore aretino Fabrizio Modesti.

I momenti clou

La prima serata è proseguita con la presentazione del libro La filosofia della Dop Economy. Come il cibo di qualità può generare cultura, comunità e futuro, edito da Treccani con la prefazione di Umberto Galimberti.

Nel dialogo con l’autore, Mauro Rosati, è emerso il ruolo delle produzioni di qualità nella generazione di valore per i territori e l’importanza dei Consorzi di tutela nel sostenere e valorizzare le Indicazioni Geografiche. Un approfondimento ha riguardato anche i dati della Campania, prima regione del Mezzogiorno per valore della Dop Economy.

Molto partecipato il talk sulla Cucina Italiana Patrimonio Unesco, riconoscimento ottenuto ufficialmente il 10 dicembre 2025, con Maddalena Fossati, in prima linea nel Comitato promotore della candidatura. «La cucina non è solo cibo – ha raccontato Fossati – ma è parte integrante della nostra cultura, del nostro paesaggio agricolo e del nostro futuro. Siamo noi, con le nostre scelte, a tutelare questo patrimonio conosciuto in tutto il mondo. Con gli ingredienti che scegliamo, ma soprattutto continuando a cucinare come gesto quotidiano, che è la nostra identità nel mondo».

Al dibattito hanno preso parte anche Mauro Rosati e il giornalista enogastronomico Luciano Pignataro, che ha affrontato il tema dell’evoluzione della cucina. Aggiornare le ricette non significa tradirne l’identità, ma impedirne una cristallizzazione dogmatica.

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Fonte: MyFruit.it