Dal 28 al 30 agosto torna la rassegna “CerviaGustaLibro”, ideata e condotta da Letizia Magnani. Tra gli ospiti Mauro Rosati, Marco Lombardi e Rocco Catalano.
Torna CerviaGustaLibro che prende il via venerdì 28 agosto, sotto la Torre San Michele, a Cervia. Il format di narrazione per storie del gusto, ideato e condotto da Letizia Magnani, si svolgerà per tre giorni fino a domenica 30 agosto.
CerviaGustaLibro in questa dodicesima edizione si occupa della cucina italiana, dell’economia delle dop e dell’export del made in Italy, ma anche di cucina e cinema, di icone, immaginario, critica e intelligenza artificiale.
“La cucina italiana è ora patrimonio immateriale dell’Unesco. Le riflessioni e i dialoghi attorno al cibo e al vino, i racconti e le storie che nascono in cucina, ma anche nei cambi, nelle cantine, nei ristoranti sono il vero collante dell’umanità. In questo format, nato non a caso nell’anno di Expo, approfondiamo il contemporaneo raccontando storie ghiotte”, dice l’ideatrice e conduttrice, Letizia Magnani.
Fra le novità di questa edizione, anche la collaborazione con Linea Rosa e con Slow Food, che saranno presenti nel corso delle tre serate.
La rassegna cervese prenderà il via venerdì 28 agosto, alle ore 21.30 con l’intervista a Mauro Rosati, direttore della Fondazione Qualivita e di Origin Italia, l’associazione che riunisce i Consorzi di tutela italiani delle Indicazioni Geografiche. Esperto di politiche agroalimentari e giornalista, collabora da anni con stampa e televisioni nazionali. È curatore dell’Atlante Qualivita, edito da Treccani, e direttore responsabile della rivista “Consortium”, pubblicata dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato. Ha coniato il neologismo “Dop economy”, entrato nel vocabolario Treccani e oggi utilizzato a livello internazionale per indicare il settore delle Indicazioni Geografiche.
“La filosofia della Dop economy. Come il cibo di qualità può generare cultura, comunità e futuro” (Treccani) è molto più che un libro. E’ un manifesto. Ogni mattina, in Italia, quasi un milione di persone mette in moto un sistema produttivo fatto di oltre 180 mila imprese agroalimentari legate alle Indicazioni Geografiche. È un lavoro diffuso, spesso silenzioso, che mantiene vive nel tempo le nostre tradizioni e che rende i nostri cibi più buoni e più sicuri.
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Fonte: RavennaNotizie.it


