Dopo i dati diffusi dalla Cia di Rovigo sulla perdita del 99% della produzione della cozza di Scardovari Dop, il presidente del Consorzio ridimensiona l’allarme: “Venduto circa il 90% del prodotto”. Restano però i problemi legati al caldo e al granchio blu

“Da marzo ai primi di luglio abbiamo venduto quasi tutta la produzione della Cozza di Scardovari Dop. Non capiamo da dove vengono questi numeri”. A ridimensionare la situazione, dopo gli ultimi allarmismi sulla perdita quasi totale della produzione della celebre cozza del Delta del Po, ci pensa il presidente del Consorzio di Tutela della Cozza di Scardovari Dop Paolo Mancin che nega in modo netto i numeri riportati dalla Cia di Rovigo in un comunicato stampa del 14 luglio scorso.

Nel testo, infatti, si riportava una perdita del 99% della produzione della celebre cozza Dop e un dimezzamento di quella delle vongole locali. Un’annata da analizzare bene per un territorio che, oltre a questa eccellenza, alleva anche l’incredibile ostrica rosa apprezzata da molti chef italiani.

Cosa dice davvero il Consorzio

“In realtà abbiamo venduto circa il 90% del prodotto. Purtroppo dall’inizio di luglio ha cominciato a fare molto più caldo e si sono alzate le temperature dell’acqua, rovinando così l’ultima parte di cozze da raccogliere. Una perdita di circa un migliaio di quintali che però non ha compromesso l’annata”, ci rivela al telefono il presidente Mancin. L’eccessivo riscaldamento dell’acqua è quindi tra le cause principali della moria di mitili, proprio come avevamo visto un paio di anni fa nella Costa dei Trabocchi dove l’impatto, all’epoca, è stato molto più pesante.

Un problema non indifferente anche nella zona del Delta del Po che in questi ultimi anni toccato con mano i cambiamenti climatici e la siccità. Problematiche che però non riguarderebbero questa annata in particolare: “Ora abbiamo finito la produzione della Cozza di Scardovari Dop che vengono allevate in laguna, ma stiamo prendendo quelle in mare aperto che però non possono fregiarsi della denominazione”, aggiunge Mancin.

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Fonte: Gambero Rosso