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I dati dell’Osservatorio di Federvini. Il principale driver di scelta degli americani resta l’alta qualità percepita, che i consumatori americani associano ai vini italiani (47%), agli spirits (48%) e all’Aceto Balsamico di Modena IGP (42%).

Come esplorare un territorio sconosciuto senza mappa. Il settore italiano di vini, spiriti e aceti affronta un contesto del tutto inedito per complessità e velocità di cambiamento. L’evoluzione dei consumi, le tensioni commerciali, le turbolenze geopolitiche stanno ridisegnando le rotte commerciali e il comparto italiano cerca nuovi strumenti per orientarsi. Una bussola, in tale senso è l’elaborazione dell’Osservatorio Federvini realizzato in collaborazione con Nomisma, sul primo trimestre 2026.

I dati dicono che la Gdo italiana mostra dinamiche divergenti tra comparti: il vino segna un lieve calo a volume (-1%), ma cresce a valore (+2,2%), con gli spumanti in accelerazione (+8,7%).

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Il panorama internazionale

E se l’Italia tiene il passo (soprattutto per i vini di qualità), sul fronte internazionale, il primo trimestre 2026 si è aperto in frenata per tutti i grandi Paesi produttori di vino a causa di una contrazione generalizzata del valore delle importazioni registrata in tutti i 12 principali mercati di riferimento.

Ma la frenata peggiore è quella che arriva dagli Stati Uniti, con il -38,9% di valore delle importazioni rispetto allo stesso trimestre del 2025. Ma non tutte le notizie provenienti dagli States sono negative visto che dalla Consumer Survey dell’Osservatorio Federvini arriva un segnale che incoraggia l’ottimismo: è vero che il mercato statunitense ha importato meno ma si dimostra fedele al made in Italy. Nonostante l’aumento dei prezzi legato ai dazi sia stato avvertito dalla grande maggioranza degli acquirenti, meno del 10% ha sostituito i prodotti italiani.

Di fronte a una prospettiva di rincaro del 20%, una quota significativa di consumatori dichiara che non modificherebbe le proprie abitudini d’acquisto. Il principale driver di scelta resta l’alta qualità percepita, che i consumatori americani associano ai vini italiani (47%), agli spirits (48%) e all’Aceto Balsamico di Modena IGP (42%).

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Fonte: Corriere della Sera

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