La Zampina di Sammichele di Bari IGP e il Peperoncino di Calabria IGP hanno ottenuto il riconoscimento, e faranno aumentare il valore del loro territorio
Con la registrazione di 13 nuove IGP in tutta Europa, l’11 giugno scorso, anche in Italia è arrivata la notizia che due domande per l’Indicazione geografica protetta sono state accolte: il Peperoncino di Calabria e la Zampina di Sammichele di Bari sono diventati ufficialmente prodotti IGP.
Forse stupirà che il peperoncino di Calabria, ingrediente fondamentale della ‘nduja e simbolo della gastronomia regionale, non lo fosse ancora. E in effetti l’iter per il riconoscimento era cominciato molti anni fa, addirittura una ventina, per poi subire numerose battute d’arresto fino alla pubblicazione della domanda nella Gazzetta Ufficiale italiana nella primavera del 2025, a circa un mese di distanza da quella della Zampina di Sammichele di Bari.
Ottenere una IGP è un processo generalmente piuttosto lungo, che può richiedere dai due ai cinque anni. Si parte con la costituzione di un comitato promotore incaricato di redigere il disciplinare, documento che definisce le caratteristiche peculiari del prodotto e il suo legame storico con il territorio. Dopo la fase nazionale e la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, la pratica passa all’esame delle istituzioni europee che prendono la decisione finale.
L’Italia conta attualmente 892 riconoscimenti complessivi tra DOP, IGP e STG. Si tratta di certificazioni profondamente legate alle economie locali, perché valorizzano le produzioni agricole e artigianali, ampliando il mercato di riferimento e consentendo spesso una maggiore remunerazione dei prodotti. Per il territorio, l’ottenimento della IGP è molto più interessante della DOP, la denominazione infatti indica un legame strettissimo di quel prodotto con il suo territorio di appartenenza, tanto che se viene prodotto all’esterno non può avere lo stesso nome.
I dati dell’Osservatorio Qualivita, riportati dal Sole 24 Ore, confermano il valore economico delle filiere nei due territori coinvolti. La Puglia, si situa al secondo posto tra le regioni del sud Italia per valore della cosiddetta “Dop economy” con 711 milioni di euro nel 2024, e 61 denominazioni (compresa la Zampina di Sammichele di Bari IGP). La Calabria, invece, ha ottenuto 42 riconoscimenti, per un valore complessivo di 51 milioni di euro.
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Fonte: Dissapore


