Il presidente del Consorzio Tutela Aceto Balsamico di Modena IGP, Cesare Mazzetti: «Un prodotto fortemente legato al territorio»

Uno dei più noti e diffusi prodotti alimentari al mondo, l’Aceto Balsamico di Modena IGP, si candida presso l’Unesco a divenire ufficialmente “patrimonio immateriale dell’umanità”. Nel caso di assenso da parte del braccio culturale delle Nazioni Unite il territorio potrebbe dunque presto fregiarsi di un ulteriore titolo che si aggiungerebbe a quello prestigioso di “Patrimonio mondiale dell’umanità per Duomo, Ghirlandina e piazza Grande (dal 1997) cui si aggiunse nel’ 211′ entrata nella rete delle “Città creative per le media arts”.

Ad annunciare la candidatura per l’oro nero, ieri al MEF di via Paolo Ferrari, è stato il presidente del Consorzio Tutela Aceto Balsamico di Modena IGP Cesare Mazzetti, nel corso della annuale assemblea pubblica che ha illustrato l’annata del prodotto, già nel rinascimento presente sulle tavole dei ricchi signori.

Mazzetti si è anche focalizzato sui numeri del comparto economico: “L’Aceto Balsamico di Modena IGP è il prodotto più esportato tra le Indicazioni Geografiche italiane: il 93% della produzione va all’estero, per un totale di 300 milioni di bottiglie (93-95 milioni di litri) prodotte ogni anno. Il 2025 è stato un anno difficile e ogni giorno c’era una brutta novità, soprattutto dall’America che rappresenta il nostro maggior mercato: le aziende del consorzio hanno reagito e così il decremento è stato solo del 3% mentre i primi mesi di quest’anno fanno già segnare un più 10% di aumento della produzione”.

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Nel corso dell’assemblea è stato anche presentato il libro “La Filosofia della DOP Economy” di Mauro Rosati, direttore della Fondazione Qualivita, testo che analizza il sistema agroalimentare italiano evidenziando il ruolo delle “Indicazioni Geografiche” come importanti strumenti capaci di connettere economia, territorio, cultura e istituzioni.

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Fonte: Gazzetta di Modena