L’evoluzione del rito dell’aperitivo tra nuovi trend di consumo, qualità dell’offerta e integrazione tra filiera e territori. Mauro Rosati, direttore Qualivita: «Le produzioni DOP e IGP elemento chiave nella trasformazione dell’aperitivo in un’esperienza di qualità, capace di valorizzare territori e filiera agroalimentare».

Il rito dell’aperitivo sta cambiando pelle o sta semplicemente tornando alle sue radici più autentiche? In che modo la qualità dell’offerta e l’innovazione dei format possono trasformare questa occasione di consumo in una leva strategica per la redditività dei pubblici esercizi? E ancora: quale ruolo possono giocare i prodotti d’eccellenza e i territori nella valorizzazione del rito dell’aperitivo?

Sono questi i temi al centro del talk promosso da FIPE-Confcommercio oggi a TUTTOFOOD 2026 presso la Mixology Area. L’incontro, dal titolo “Happy Hour: un rito che sta cambiando?”, ha analizzato l’evoluzione di uno dei momenti più iconici della socialità italiana.

Ad aprire il confronto – moderato da Anna Prandoni (Direttrice de Linkiesta Gastronomika) – l’analisi dei trend di mercato presentata da Bruna Boroni (Direttrice Industry Away From Home di TradeLab), che ha scattato una fotografia dell’aperitivo che, al netto della sofferenza registrata nell’ultimo anno (nel 2025 rispetto al 2024 si registra un -3,2% delle visite), rappresenta una occasione di consumo che coinvolge 14 milioni di italiani, per un totale di 507 milioni di aperitivi serali e una spesa di 4 miliardi di euro. Il dibattito ha poi coinvolto i protagonisti della filiera: Alberto Ponchio (Senior Marketing Director Campari Group), Sabrina Schench (Direttrice Istituto Trento Doc), Mauro Rosati (Direttore Generale Qualivita), Daniele Crespi (founder di Nott) e Fabio Parodi (founder della Rete di impresa Contatto Genova).

Dal confronto è emerso chiaramente come l’integrazione tra grandi brand, eccellenze certificate (IGP e DOP) e imprese della ristorazione sia la chiave per aumentare la frequenza di consumo e, al contempo, elevare la qualità percepita. L’aperitivo non è più un prodotto ma un’ora del giorno che va riempita di valore con strategie di marketing mirate, con competenza professionale e con una profonda conoscenza delle nuove abitudini dei consumatori.

Di seguito le dichiarazioni post talk dei relatori che vi hanno partecipato.

Bruna BoroniDirettrice Industry Away From Home di TradeLab: «i gestori dei punti di consumo dovranno segmentare la propria offerta per l’aperitivo: non più una solo aperitivo ma tanti aperitivi capaci di rispondere ad una domanda più articolata in termini sia di benefici ricercati, che di trend alimentari (benessere), senza perdere di vista le differenti capacità di spesa».

Sabrina Schench, Direttrice Istituto Trento Doc: «nel nuovo aperitivo il consumatore cerca autenticità, qualità e storie da condividere. In questo scenario Trentodoc rappresenta un valore distintivo: uno spumante metodo classico di montagna che unisce eleganza, territorialità e versatilità nel consumo».

Alberto Ponchio, Senior Marketing Director Campari Group: «L’aperitivo è un rito che si sta evolvendo: non è più soltanto un momento della giornata, ma un vero fenomeno culturale e sociale, capace di riflettere le nuove abitudini dei consumatori. Cambiano le occasioni, i luoghi e i contesti in cui le persone scelgono di incontrarsi ed è quindi fondamentale riempire questo momento di valore, portando qualità, innovazione e nuove modalità di consumo anche al di fuori dei canali tradizionali. In questo percorso, mantenere standard qualitativi elevati è essenziale: un esempio su tutti è l’originale Aperol Spritz, simbolo per eccellenza dell’aperitivo italiano, che deve essere sempre riconoscibile e perfettamente eseguito. In qualità di leader di mercato, mettiamo a disposizione dei nostri partner anche un’intera Spritz Selection, pensata per rispondere a gusti ed esigenze diverse. Come Campari Group, lavoriamo per accompagnare questa evoluzione e trasformare l’aperitivo in una leva concreta di crescita per i nostri partner».

Mauro Rosati, Direttore Generale Qualivita: «nell’evoluzione del rito dell’aperitivo, il cibo ha ormai assunto una centralità pari a quella del cocktail. Come Qualivita, siamo fermamente impegnati nel promuovere — al fianco di Fipe e degli esercenti — una proposta di eccellenza che metta al centro i prodotti DOP e IGP. Non basta più offrire un semplice accompagnamento: serve uno sforzo professionale condiviso per elevare l’esperienza di consumo, trasformandola in un vero momento di narrazione del territorio. Valorizzare le nostre Indicazioni Geografiche nell’aperitivo significa dare valore non solo al prodotto, ma all’intera filiera della qualità italiana».

Fabio Parodi, fondatore della Rete di Imprese Contatto Genova: «con la Rete di Imprese Contatto Genova, attraverso l’organizzazione di eventi collettivi diffusi, vogliamo trasformare Genova in un palcoscenico riservato alle eccellenze, dove i prodotti e la qualità diventano i veri protagonisti. La sfida è creare una vetrina che sappia valorizzare il lavoro di rete tra le imprese e l’identità del nostro territorio. In questa visione, l’aperitivo non è più un semplice momento di passaggio, ma un’esperienza curata che celebra il connubio tra food e beverage di qualità».

Fonte: Fipe.it