Action Plan europeo: il settore IG ha chiesto con il Libro Verde regole più forti contro la contraffazione e le barriere per sostenere export e territori
C’è bisogno di crescere su più mercati, valorizzando, innanzitutto, le tipicità, le Indicazioni Geografiche (IG), che rappresentano una rete di difesa dei territori e delle loro culture; sostengono la coesione sociale, la tutela ambientale e il turismo. Un’intuizione europea, con una forte matrice italiana, che si sta diffondendo anche in Cina, America Latina e in altre aree del mondo. Tutt’altro che folclore, questi prodotti sono fondamentali perché, a cascata, portano valore al sistema produttivo nel suo complesso. E hanno anticipato alcuni dei trend attuali: la distintività, il local, la tracciabilità. Un proposito tutt’altro che agevole in un clima “turbolento” (così il report Coop definisce il 2025), dove il controllo dei mari e delle rotte commerciali è sempre più strategico.
L’Europa prova a reagire alle chiusure e all’inasprimento dei dazi con i trattati di libero scambio, facendo attenzione che non si rivelino un boomerang. Tra gli accordi più recenti quello col Mercosur (pur momentaneamente “congelato” in attesa della pronuncia della Corte di Giustizia Ue) che, dopo oltre 20 anni di negoziati, garantisce e tutela 57 IG italiane, compresi Asiago, Gorgonzola, Grana Padano, Mozzarella di Bufala Campana, Parmigiano Reggiano, Pecorino Romano, Provolone Valpadana e Taleggio. Per quello con l’India, di cui si attende la pubblicazione dei testi giuridici, Coldiretti e Filiera Italia hanno elogiato l’approccio prudente, con il mantenimento di adeguate barriere su settori sensibili, considerata la rilevante capacità produttiva dell’India, che per il latte supera le 250 milioni t l’anno.
È fondamentale garantire una protezione forte delle IG negli accordi commerciali con i Paesi terzi, rafforzando i meccanismi contro la contraffazione e assicurando un pieno riconoscimento giuridico delle denominazioni nei mercati di esportazione.
Nel Libro Verde
Tra i progetti futuri, a partire dal 2027, è previsto uno specifico Action Plan europeo dedicato al sistema delle IG europee. Uno spaccato sempre più importante, che oggi comprende 3.485 prodotti, per un valore complessivo di circa 80 miliardi di euro, e che contribuisce per il 16% all’export totale del comparto agroalimentare comunitario. L’obiettivo, annunciato dal commissario europeo all’Agricoltura Hansen, è quello di dare piena attuazione al Regolamento Ue 2024/1143, di cui è stato relatore parlamentare Paolo De Castro.
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Siena è stata la città dove si è tenuto il VII Forum Europeo della Qualità Alimentare, organizzato dalla Fondazione Qualivita in collaborazione con OriGin, OriGin Europa, Origin Italia, OriGin France, Origen España e Qualifica-OriGin Portugal, al quale sono intervenuti lo stesso Hansen e i ministri dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida per l’Italia, Annie Genevard per la Francia e Luis Planas Puchades per la Spagna.
Il piano prevede campagne dedicate (l’Eurobarometro certifica che anche tra i cittadini Ue le IG non sono ancora così conosciute), maggiori accordi di protezione internazionale e una tutela legislativa più efficace, nuovi investimenti in ricerca e sviluppo e sui mercati interni, oltre a una collaborazione più forte 40 con la distribuzione per aumentare la visibilità del logo e della denominazione dei prodotti certificati.
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Fonte: Il Latte


