Anteprime in Toscana, eventi al via fino al 20 febbraio fra Chianti, Nobile e le altre eccellenze. Il mercato soffre ma non molla

Fare squadra. Per il vino toscano è tempo di azioni concrete tra patti di filiera, iniezione di risorse e progettualità straordinarie, sguardi puntati su mercati e piazze alternativi ai «soliti» Usa oggi inquinati dalle guerre dei dazi, uso attento delle risorse messe in campo dall’Unione Europea con il recente Pacchetto Vino, in particolare con il sostegno alla promozione e all’enoturismo.

Addirittura, il governatore della Toscana Eugenio Giani, scherzando ma non troppo, azzarda un’ipotesi: «Una fiera come a Verona? Può darsi che un giorno ci si arrivi». E’ un auto-invito a più voci, quello che si rivolgono un po’ tutti i soggetti interessati alla vigilia di uno dei momenti clou del settore.

Con PrimAnteprima, al cinema La Compagnia di Firenze, si apre infatti oggi la Settimana delle Anteprime, la passerella in cui quasi tutto il mondo vitivinicolo toscano sfila di fronte alla stampa internazionale per proporre appunto in anteprima il top delle annate.

Passaggio collettivo di rilievo, insomma, in un momento non facile. La contrazione del prodotto, nel 2025 passato a 2,2 milioni di ettolitri contro i 2,4 dell’anno precedente. L’immissione sul mercato di 948mila ettolitri Dop e Igp nei primi sei mesi dell’anno passato, contrazione del 2%. Le sofferenze dei principali mercati, soprattutto gli Usa, e dell’intero settore horeca (hotellerie, restaurant, café) per il calo dei consumi tra terrorismi sanitari (spesso ingiustificati) ed effetti del codice della strada. Di contro, l’aumento delle giacenze nelle cantine: 6 milioni di ettolitri, il 10,1% del totale nazionale, con l’Igp Toscana che pesa per 3,7 milioni (1,8%), il Chianti Docg per il 2,9%, il Classico per l’1,7.

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Fonte: La Nazione