La Food Valley diventa destinazione del Turismo DOP, il Consorzio del Parmigiano Reggiano DOP lancia il piano per attrarre nuovi viaggiatori

Non solo export e presidio dei mercati internazionali: la nuova frontiera di sviluppo per il Parmigiano Reggiano è il turismo esperienziale.

Il Consorzio della Dop ha scelto il palcoscenico del Summer Fancy Food Show di New York – dove si è presentato forte di un incremento dell’export negli Stati Uniti pari al 2,5% nei primi cinque mesi del 2026 – per tracciare, non solo le direttrici commerciali del Nord America, ma anche per raccontare le nuove ambizioni legate all’accoglienza e allo sviluppo del turismo enogastronomico nelle province dove si produce la Dop.

La vera scommessa si gioca quindi sul territorio di origine, che si prepara a diventare una meta strutturata da esplorare tutto l’anno. Nasce così il progetto “Vivi Parmigiano Reggiano”, un’iniziativa che supera la concezione dei formaggio esclusivamente come prodotto alimentare per abbracciare l’idea di una destinazione turistica ed esperienziale.

La visione del Consorzio è declinata su un orizzonte quadriennale: l’obiettivo è triplicare gli ingressi dei visitatori diretti nei caseifici, passando dagli attuali 100.000 a 300.000 entro il 2029. II territorio coinvolto è la zona di origine della Dop, che abbraccia le province di Parma, Reggio Emilia, Modena, Mantova alla destra del fiume Po e Bologna alla sinistra del Reno, e vanta già un bacino potenziale di circa quattro milioni di turisti all’anno.

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Turismo DOP

La mossa del Consorzio si inserisce in un contesto macroeconomico estremamente ricettivo per il turismo legato alle Indicazioni Geografiche. Secondo i dati elaborati dalla Fondazione Qualivita, illustrati nel 2° Rapporto Turismo DOP, l’Emilia-Romagna si conferma saldamente al terzo posto nella classifica nazionale delle regioni più attive, posizionandosi ai vertici insieme a Veneto e Toscana. Le analisi evidenziano un settore in vigorosa espansione in tutto il Paese: il Rapporto censiva infatti a livello nazionale ben 667 attività turistiche nel 2025 (+12% sull’anno precedente) e 292 eventi (+26% sul 2024). In questa cornice, i sistemi territoriali emiliani primeggiano perle filiere agroalimentari dotate di grande tradizione, per l’attrattività turistica di base e per la capacità di esprimere Consorzi dotati di una governance matura e proattiva.

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FonteIl Sole 24 Ore

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