L’high tech vince in agricoltura: investimenti boom. Smart agrifood. Secondo l’Osservatorio del Politecnico di Milano nel 2025 crescita del 9% soprattutto per i software che migliorano produttività e sostenibilità. Ma le superfici coperte non vanno oltre il 10%
Nelle incertezze dei mercati internazionali gli agricoltori si aggrappano alla tecnologia. Lo suggeriscono i dati del rapporto 2025 dell’Osservatorio Smart Agrifood del Politecnico di Milano e dell’Osservatorio Rise dell’Università degli studi di Brescia.
Il rapporto completo, che Il Sole 24 Ore è in grado di anticipare, sarà presentato il prossimo 25 febbraio nell’ambito dell’incontro al Politecnico di Milano “Smart Agrifood, segnali di ripresa tra vecchie sfide e nuove opportunità”. Dopo un anno di stop o di semplice rallentamento sono ripartiti quindi gli investimenti in Agricoltura 4.0.
Il mercato italiano delle soluzioni tecnologiche per l’agricoltura – dai droni alle macchine agricole di ultima generazione, dalle centraline per la fertirrigazione ai software per la gestione delle operazioni colturali – è arrivato nel 2025 a un valore di 2,5 miliardi di euro con una crescita che rispetto allo scorso anno arriva al 9 per cento.
«Nonostante il permanere e l’aggravarsi, in alcuni casi, dei fattori di criticità geopolitici, economici e ambientali – commentano dall’Osservatorio Smart Agrifood – nel 2025 il settore globale ha continuato a credere e a investire nell’innovazione digitale. Sono tornate a crescere, a livello mondiale, le risorse raccolte dalle start up, che hanno raggiunto quota 11,5 miliardi di dollari (+21%). Le startup eCommerce food restano le più finanziate (con il 77% dei capitali raccolti). Aumentano le realtà innovative che offrono soluzioni di Agricoltura 4.0, per rispondere alla crescente necessità da parte del settore primario di disporre di tecnologie focalizzate su obiettivi mirati e misurabili, come il sequestro del carbonio, la riduzione delle emissioni di gas serra, l’ottimizzazione delle risorse e l’aumento della produttività».
Spinta dai software
La crescita ( in linea con il trend europeo) è trainata principalmente dalle soluzioni software: i Farm management information system registrano un incremento del 17%, mentre i Decision support system crescono del 26%. Tornano positivi anche gli investimenti in macchinari connessi (+2%) e in soluzioni di telemetria e controllo (+3%), confermando un progressivo riequilibrio del mercato.
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Il ruolo dell’Ai
Una riflessione specifica è poi dedicata all’intelligenza artificiale che, nel 2025, ha proseguito la sua diffusione nell’agroalimentare: i progetti che implementano l’Ai sono più che raddoppiati nel mondo, in particolare nell’ambito agricolo.
Le soluzioni per l’esplorazione dei dati e i sistemi di visione artificiale e analisi di immagini e video sono utilizzate soprattutto per la gestione di attività in campo aperto (nel 62% dei progetti globali), come il monitoraggio delle colture, la gestione irrigua e la difesa.
In Italia, la diffusione dell’Ai è, invece, ancora limitata, ma emergono segnali di un interesse. L’8% degli agricoltori ha cominciato a utilizzare soluzioni abilitate dall’Ai, beneficiando di supporto nelle decisioni maggiore controllo sui processi. Nell’industria della trasformazione alimentare, il 18% delle aziende ha adottato l’Ai e il 55% ha interesse in sperimentazioni future. Mentre l’80% dei tech provider ha l’intenzione di sviluppare soluzioni che includono tecnologie di Ai per il settore nel prossimo futuro.
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Fonte: Il Sole 24 Ore.com


