Hi tech per l’agroalimentare: nel 2025 raccolte risorse per 121,6 milioni (+18%) per 501 start-up attive (+23%), in controtendenza rispetto all’Europa: i risultati del Report Agrifoodtech di Eatable Adventures per il Verona Agrifood Innovation Hub
Le start-up dell’agroalimentare tecnologico italiano stanno vivendo un momento di sviluppo che accende l’interesse degli investitori. Il 2025 si è infatti chiuso in maniera ampiamente positiva con investimenti cresciuti del 18%, raggiungendo quota 121,6 milioni di euro raccolti rispetto ai 103 milioni del 2024. Sono i dati che assumono maggior valore se si considera che sono in contrasto con il trend internazionale, che vede una flessione del 12% a livello globale e del 3,7% in Europa. È quanto afferma il “Report sullo Stato dell’AgriFoodTech in Italia nel 2025”, elaborato da Eatable Adventures per il Verona Agrifood Innovation Hub.
«Il 2025 segna un punto di svolta per il sistema agroalimentare italiano: mentre l’Europa rallenta, noi acceleriamo – commenta Alberto Barbari, regional Vp Italy di Eatable Adventures -. Questo è il risultato di un ecosistema che ha raggiunto una massa critica di competenze, capitali e visione industriale».
Cresce l’importo dei finanziamenti
Secondo il Report, si tratta di una crescita «trainata dalla capacità dell’ecosistema italiano di attrarre investitori specializzati, maggiori fondi internazionali e investimenti più grandi e di qualità superiore». Calano, infatti, dal 60% al 42% i micro-investimenti (sotto i 350mila euro), mentre il balzo dei round superiori al milione di euro, che passano dal 12,4% del 2024 al 39,4% del 2025, racconta di un progressivo processo di maturazione dell’intero ecosistema in grado di riallocare il capitale verso modelli industriali più solidi e credibili.
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Ai protagonista delle novità
Sul fronte delle tecnologie adottate dalle startup, l’Intelligenza Artificiale si attesta al primo posto (43,8%), seguita da Biotecnologie (30,5%) e Machine Learning (29,7%). «Ma ciò che davvero distingue l’Italia – dicono da Eatable Adventures – è la maturità di queste soluzioni: ben il 74,3% delle startup si posiziona in fasi avanzate di sviluppo (TRL 7-9), con tecnologie validate e pronte per l’adozione industriale».
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Fonte: Il Sole 24 Ore.com


