La denominazione Soave DOP: il Consorzio chiude l’anno con dati in crescita sul 2024 e in direzione opposta alla media del comparto nazionale. La promozione collettiva si conferma leva strategica per le cantine, soprattutto le più piccole.
Mentre il vino italiano ha attraversato negli ultimi dodici mesi una fase di generale flessione, il Soave ha chiuso il 2025 con il segno più. A fine dicembre l’imbottigliato ha registrato un +3% rispetto al 2024, dato che assume un peso specifico maggiore proprio in ragione del contesto difficile in cui matura.
Positivo anche il fronte delle giacenze: a fine 2025 la Doc Soave ha segnato un -8% rispetto all’anno precedente, che già aveva fatto registrare un -7,9% sul 2023. Un calo progressivo che indica una denominazione che vende, non che accumula.
“I mercati mostrano oggi maggiore interesse per vini bianchi, freschi e dal moderato contenuto alcolico — sottolinea Cristian Ridolfi, presidente del Consorzio del Soave — Partecipare ad attività collettive permette alle cantine di consolidare le relazioni commerciali esistenti e di individuare nuovi prospect, con un investimento proporzionato ai mezzi di ogni azienda”. Un modello che si rivela particolarmente efficace per le realtà più piccole o mediamente strutturate, messe in condizione di competere su mercati internazionali con costi accessibili.
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Fonte: VinoNews24.it


