Il cacao è minacciato dal clima: il progetto “Scentinel” crea un’impronta digitale degli aromi del Cioccolato di Modica IGP per preservarli dall’estinzione.
Immaginate di perdere per sempre l’inebriante aroma del cioccolato. Non è un’esagerazione distopica, ma una realtà concreta che ha spinto un team internazionale di scienziati a intraprendere una missione senza precedenti: preservare i profumi del mondo prima che svaniscano, proprio come si farebbe con una specie in via d’estinzione.
Al centro di questa sfida c’è il comune siciliano di Modica, dove si continua a produrre un cioccolato che mantiene intatta la sua ricetta dal Settecento.
La lavorazione “a freddo” (IGP) impedisce ai cristalli di zucchero di sciogliersi, regalando una consistenza granulosa e un profilo aromatico che non ha eguali. Tuttavia, questo patrimonio oggi trema di fronte alla crisi climatica. Come spiega Laura Benassi del CNR-INO di Firenze: «Oggi i cambiamenti climatici non minacciano solo ghiacciai e barriere coralline. Stanno anche riscrivendo, odore dopo odore, la mappa sensoriale del nostro patrimonio culturale».
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Scentinel: l’Arca di Noè dei profumi
Per rispondere a questa minaccia è nato “Scentinel“, un progetto internazionale avviato nel 2024 grazie al finanziamento della Joint Programming Initiative (JPI). L’obiettivo è creare un archivio digitale degli odori a rischio, dagli incensi mediorientali al caffè etiope.
Nel 2025, le ricercatrici Jana Striova (CNR) e Luana Queiroz (NTNU) hanno visitato le fabbriche artigiane siciliane documentando ogni fase del processo “from bean to bar”. Utilizzando strumenti sofisticati, hanno acquisito i dati chimico-fisici degli aromi sprigionati durante la tostatura e la macinatura.
Questi dati vengono poi analizzati con tecniche computazionali per creare un’impronta aromatica digitale: un ritratto molecolare preciso che potrà essere ricreato in laboratorio anche se la materia prima dovesse mutare irreversibilmente.
Olfatto e memoria emotiva
Perché investire risorse nella salvaguardia di un odore? La risposta risiede nelle neuroscienze: l’olfatto è la porta d’accesso più diretta alla nostra memoria emotiva, capace di attivare ricordi più intensi di quelli visivi. Perdere un odore storico significa dunque recidere il legame con l’identità di un luogo.
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Fonte: Focus.it


