Un database globale georeferenziato censisce 177 IG dell’olio d’oliva in 12 Paesi, a supporto degli studi su sostenibilità e resilienza olivicola. In Perù ed Ecuador le IG sono viste come leve per i mercati esteri, ma spesso scollegate dalle esigenze locali. L’Università di Bari mostra come la governance collettiva possa tutelare la biodiversità, pur tra disciplinari rigidi e oneri amministrativi. L’Università di Padova, sul Prosciutto Veneto Berico-Euganeo, rileva come familiarità, acquisti e disponibilità a pagare calino con la distanza dalla zona di produzione, mentre un secondo studio dello stesso ateneo individua in collaborazione, fiducia e capitale sociale i motori dell’azione collettiva nelle piccole IG. Una revisione sistematica collega le IG agli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile ONU e in Catalogna le interviste agli enti di gestione ne evidenziano il ruolo per comunità rurali e ambiente. Infine, un modello della Technical University of Munich mostra come le politiche IG spostino quote di mercato verso le imprese più produttive.
GLI STUDI DELL’OSSERVATORIO
Un database globale delle Indicazioni Geografiche dell’olio d’oliva e delle loro proprietà
S. Candiago, T. Marsoner, S. Tscholl, H. Fraga
ABSTRACT. Le Indicazioni Geografiche rappresentano uno strumento fondamentale per la valorizzazione della qualità, dell’identità territoriale e della sostenibilità delle produzioni agroalimentari. Nel settore olivicolo, le caratteristiche dell’olio derivano dall’interazione tra varietà, condizioni ambientali, pratiche agronomiche e tradizioni produttive. Tuttavia, mancava un database globale capace di integrare in modo standardizzato le informazioni territoriali, agronomiche e qualitative associate agli oli di oliva a Indicazione Geografica. Lo studio presenta un database globale delle Indicazioni Geografiche dell’olio di oliva, costruito attraverso la raccolta e la standardizzazione dei dati contenuti nei disciplinari ufficiali di produzione. Sono state considerate 177 Indicazioni Geografiche distribuite in 12 Paesi di Europa, Africa, Asia e Sud America. La disponibilità di dati standardizzati e georeferenziati permette di supportare studi sugli effetti dei cambiamenti climatici, sulla resilienza dei sistemi olivicoli e sulla sostenibilità delle produzioni tradizionali. Il database può quindi rappresentare uno strumento utile per ricercatori, decisori pubblici e operatori della filiera, favorendo una maggiore comprensione del ruolo delle Indicazioni Geografiche nella valorizzazione e conservazione dei territori olivicoli.
INFORMAZIONI
Ente di ricerca: University of Bayreuth (Germania) e Institute for Alpine Environment, Bolzano
Anno: 2025
Pubblicato: Frontiers in Sustainable Food Systems Volume 9 – 2025
Link: https://doi.org/10.3389/fsufs.2025.1641032
Parole chiave: Olive grove, global change, agricultural production, extra virgin olive oil, food quality policy
Una ricetta (europea) per l’America Latina? Spunti da cinque Indicazioni Geografiche agroalimentari in Perù ed Ecuador
R. Boga
ABSTRACT. Le IG per i prodotti agroalimentari, sviluppate in Europa, stanno acquisendo maggiore importanza a livello globale, in virtù del loro potenziale come strumenti di sviluppo rurale. La ricerca accademica ha dedicato scarsa attenzione alla loro capacità di soddisfare gli obiettivi concreti degli stakeholder che le utilizzano in altri contesti, come l’America Latina. L’articolo analizza cinque casi studio di designazioni IG, tre in Perù e due in Ecuador. Adotta un metodo qualitativo incentrato sulla raccolta di dati tramite interviste semi-strutturate con diversi attori, mostrando che tali designazioni sono apprezzate principalmente come strumenti di accesso ai mercati internazionali. Tuttavia, i risultati indicano anche altri obiettivi, in particolare il contributo che possono apportare alla differenziazione del prodotto e all’empowerment dei produttori lungo la filiera agroalimentare. L’articolo individua però una serie di ostacoli che impediscono il raggiungimento di tali aspettative, tra cui la mancanza di allineamento con la filiera e le esigenze del mercato, e le molteplici scale a cui un’IG deve essere gestita. Inoltre, è evidente che le Indicazioni Geografiche vengono spesso concesse senza tenere in considerazione gli obiettivi e le aspettative degli attori locali.
INFORMAZIONI
Ente di ricerca: Universidade de Santiago de Compostela (Spagna)
Anno: 2025
Pubblicato: Journal of Rural Studies, Volume 119
Link: https://doi.org/10.1016/j.jrurstud.2025.103788
Parole chiave: Local food systems; Relocalisation; Product qualification; Marketing; Food supply chain; Intellectual property
Indicazioni Geografiche e biodiversità: una panoramica delle sfide normative e delle prospettive critiche
D. Cristallo
ABSTRACT. Le Indicazioni Geografiche collegano l’identità culturale e la conservazione della biodiversità, integrando risorse e pratiche locali nelle specifiche di prodotto regolamentate. Questo documento esamina il potenziale delle IG per la tutela di razze e varietà vegetali tradizionali, in particolare alla luce del nuovo Regolamento UE 2024/1143. Valorizzando il “terroir”, le IG possono incentivare gli agricoltori a preservare le risorse tradizionali, contribuendo così a contrastare l’erosione genetica e la standardizzazione industriale. Le strutture di governance collettiva, come i gruppi di produttori, possono promuovere la condivisione delle conoscenze e un processo decisionale equo, garantendo che la continuità culturale sia in linea con gli obiettivi ecologici. Tuttavia, permangono diverse sfide: specifiche rigide possono soffocare l’innovazione, le procedure amministrative possono scoraggiare i piccoli produttori e gli squilibri di potere possono limitare la partecipazione inclusiva. Le recenti riforme legislative, che pongono l’accento su sostenibilità, trasparenza e digitalizzazione, rafforzano la capacità del sistema delle Indicazioni Geografiche di integrare pratiche rispettose della biodiversità. In conclusione, sebbene le Indicazioni Geografiche non siano una panacea, il loro orientamento collettivo e territoriale le rende strumenti promettenti per coniugare la redditività economica con la tutela dell’ambiente.
INFORMAZIONI
Ente di ricerca: Università degli Studi di Bari
Anno: 2025
Pubblicato: New Medit, Mediterranean Journal of Economics, Agriculture, Environment and Food, 2025 n. 3 special issue
Link: https://doi.org/10.30682/nm2503e
Parole chiave: Geographical Indications, Biodiversity, Producer groups, Sustainability, market rules, territory
Analisi spaziale dell’Indicazione Geografica: il caso del mercato geografico rilevante incentrato sulla zona di produzione
L. Galletto
ABSTRACT. Questo studio propone una metodologia per definire il mercato geografico rilevante (RGM) per un’Indicazione Geografica centrata sulla sua zona di produzione. Il modello si ispira al modello spaziale della rendita fondiaria di von Thünen e presuppone che diverse variabili legate al consumatore diminuiscano all’aumentare della distanza dall’area di produzione. Il modello viene applicato a un prodotto italiano a IG, il Prosciutto Veneto Berico-Euganeo, utilizzando i dati di un’indagine condotta su 563 consumatori situati a diverse distanze dalla zona di produzione. Otto ipotesi vengono formulate e testate utilizzando il test di Cochran-Mantel-Haenszel per le variabili categoriche e la regressione lineare per le variabili continue. I risultati confermano la validità del modello, dimostrando un gradiente per le variabili testate in relazione alla distanza dalla zona di produzione dell’IG. Il principale contributo di questa ricerca risiede nel suo approccio innovativo alla definizione del mercato geografico rilevante (RGM) per un’Indicazione Geografica Protetta con un mercato incentrato sulla zona di produzione. Fornisce spunti preziosi per i produttori e gli operatori, consentendo loro di sviluppare strategie di marketing efficaci e personalizzate in base alle diverse distanze e direzioni dalla zona di produzione.
INFORMAZIONI
Ente di ricerca: Università di Padova
Anno: 2025
Pubblicato: Italian Review of Agricultural Economy Vol. 80 n. 2 (2025)
Link: https://doi.org/10.36253/rea-15652
Parole chiave: Geographical Indication, distance, relevant geographical market, willingness to pay
Analisi del ruolo delle azioni collettive nelle Indicazioni Geografiche agroalimentari registrate e qualificate su piccola scala attraverso una revisione sistematica della letteratura
F. Fasano, F. Pagliacci
ABSTRACT. Le Indicazioni Geografiche tutelano e valorizzano i prodotti agroalimentari la cui qualità, reputazione o caratteristiche sono legate a una specifica origine geografica. Oltre alla tutela legale e alla qualità del prodotto, le Indicazioni Geografiche dipendono da una governance collettiva, sia in termini di organizzazione dei produttori che di coordinamento delle parti interessate. Sebbene il loro impatto economico e sullo sviluppo rurale sia stato ampiamente studiato, minore attenzione è stata dedicata ai meccanismi di azione collettiva che plasmano le Indicazioni Geografiche agroalimentari registrate e qualificate su piccola scala. Utilizzando una revisione sistematica della letteratura secondo la metodologia PRISMA, lo studio analizza i principali fattori che influenzano l’azione collettiva nel contesto delle Indicazioni Geografiche. La revisione individua cinque fattori: la collaborazione tra le parti interessate; le relazioni dirette tra i produttori; la fiducia e il capitale sociale; la certificazione dell’Indicazione Geografica come obiettivo e le caratteristiche socio-demografiche delle parti interessate. I risultati evidenziano che l’azione collettiva dipende dall’interazione tra fattori relazionali, organizzativi e istituzionali. Concentrandosi su scenari su piccola scala, lo studio fornisce una sintesi teoricamente fondata dell’azione collettiva nelle Indicazioni Geografiche agroalimentari registrate e qualificate.
INFORMAZIONI
Ente di ricerca: Università di Padova
Anno: 2026
Pubblicato: Agricultural and Food Economics, Volume 14, 60 (2026)
Link: https://doi.org/10.1186/s40100-026-00501-x
Parole chiave: Small-scale Gis, Qualifying Gis, Collective actions, Literature review
Mappatura della sostenibilità dei prodotti a Indicazione Geografica: una revisione sistematica della letteratura
R. Nirosha, J. Paul Mansingh
ABSTRACT. Questa revisione si propone di analizzare e visualizzare il contributo significativo dei prodotti con Indicazione Geografica alla sostenibilità. Gli articoli di ricerca inclusi in questo studio sono stati reperiti dai database Scopus e Web of Science, e il framework PRISMA (Preferred Reporting Items for Systematic Reviews and Meta-Analyses) è stato applicato alla revisione sistematica degli articoli di qualità. Lo studio conduce un’analisi bibliometrica e TCCM (Teoria, Contesto, Caratteristiche e Metodologia) scientifica completa nel tempo. Il principale contributo di questi studi consiste nel fornire opportunità per lo sviluppo delle economie locali, la conservazione del patrimonio culturale e la promozione di pratiche agricole sostenibili attraverso la conservazione della biodiversità, contribuendo alla sostenibilità economica, sociale e ambientale. È stato sviluppato un quadro concettuale che mostra come la registrazione delle IG si colleghi alla sostenibilità e contribuisca agli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite. Inoltre, la sostenibilità delle Indicazioni Geografiche è un campo emergente; è necessario approfondire la ricerca in questo ambito. Vengono proposti alcuni spunti per future direzioni di ricerca al fine di far progredire questo settore, in particolare per contribuire agli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite.
INFORMAZIONI
Ente di ricerca: Vellore Institute of Technology (India)
Anno: 2025
Pubblicato: Discover Sustainability 6, 549
Link: https://doi.org/10.1007/s43621-025-01332-4
Parole chiave: Geographical Indications, Sustainability, TCCM
Indicazioni Geografiche e legami rurali: ruoli narrativi in Catalogna
E. Castelló
ABSTRACT. L’articolo esplora come le organizzazioni di Indicazione Geografica (OIG) interpretano e spiegano le Indicazioni Geografiche come strumento per promuovere le attività agricole e zootecniche, migliorare le comunità rurali e accrescere i valori della sostenibilità. La ricerca si è concentrata sul contesto della Catalogna (Spagna), dove operano 23 DOP e IGP per una vasta gamma di prodotti alimentari. Lo studio ha condotto una ricerca qualitativa attraverso interviste a 26 rappresentanti e professionisti riguardo alle loro attività, ai valori e alle modalità con cui affrontano le sfide attuali nel settore primario. In questo contesto, le OIG hanno articolato una narrazione in ambito economico, sottolineando le relazioni con i mercati (prezzi, promozione, commercializzazione, qualità del prodotto), ma hanno anche commentato in modo significativo le iniziative socioculturali in una serie di aspetti legati alle comunità rurali (storia e memoria, impegno territoriale, ricambio generazionale), includendo anche le problematiche ambientali (cambiamenti climatici, altre specie o paesaggi). Esplora la possibilità di considerare le IG come sistemi che interagiscono con agenti umani e non umani nelle aree rurali. L’attenzione rivolta alle narrazioni e all’autoriflessione delle OIG ha contribuito a comprendere il ruolo delle IG come motori del dinamismo territoriale e della resilienza rurale.
INFORMAZIONI
Ente di ricerca: Universitat Rovira i Virgili (Spagna)
Anno: 2026
Pubblicato: Geoforum Vol.174
Link: https://doi.org/10.1016/j.geoforum.2026.104699
Parole chiave: Geographical indications; Rural communities; Sustainable production; Rural development; Food narratives; Posthuman ruralities
Indicazioni Geografiche nei mercati internazionali: politica, produttività e commercio
J. Rackl, L. Menapace
ABSTRACT. Le Indicazioni Geografiche rivestono un’importanza crescente nei mercati agroalimentari globali e negli accordi commerciali, eppure la letteratura economica non dispone di un modello strutturale di economia aperta per analizzare come le politiche relative alle IG influenzino le esportazioni, la produttività e il benessere. Per colmare questa lacuna, sviluppiamo un modello di equilibrio generale del commercio internazionale che cattura le caratteristiche essenziali della produzione e delle politiche relative alle IG sia nei mercati nazionali che internazionali. Le caratteristiche della produzione includono la qualità artigianale dei prodotti IG e la cultura collettiva dei produttori di IG. Le politiche relative alle IG si concentrano sui quadri istituzionali e sul sostegno finanziario per la gestione collettiva delle IG, nonché sulla protezione amministrativa del marchio IG. Attraverso simulazioni, analizziamo l’impatto delle politiche relative alle IG sulle decisioni di produzione, sul comportamento di esportazione e sull’allocazione delle quote di mercato nei settori IG e non IG. Individua le politiche relative alle IG nazionali e internazionali che massimizzano il benessere e svela un nuovo meccanismo per i benefici in termini di benessere nei mercati internazionali. Il lavoro offre una base strutturale per future ricerche empiriche sul ruolo delle politiche di IG nel plasmare il comportamento delle esportazioni e la produttività nei mercati agroalimentari globali.
INFORMAZIONI
Ente di ricerca: Technical University of Munich (Germania)
Anno: 2025
Pubblicato: American Journal of Agricultural Economics, Volume108, Issue4
Link: https://doi.org/10.1111/ajae.70027
Parole chiave: Geographical indications; global agri-food markets; export; international trade; GI policies
A cura della redazione
Fonte: Consortium 32 – 2026/03


