Vendite in discesa ma buoni segnali per il mondo del vino dopo l’estate: sale l’imbottigliamento. L’analisi di Nomisma mostra che tra gennaio e luglio l’export italiano è sceso in 9 dei primi 12 mercati mondiali

Le cantine di Veneto e Friuli Venezia Giulia stanno ricevendo gli ordini dai clienti, italiani e internazionali. Per chi vende vino siamo già a ridosso delle festività natalizie e di fine anno, il periodo in cui i consumi si impennano e dai quali dipendono, in buona parte, fatturati e utili delle aziende. Ma in attesa del rush finale, come è andato finora il 2026 per il mondo enologico del Nordest? «Tengono gli sparkling, in particolare il Prosecco, e i bianchi, mentre i vini rossi soffrono: Piemonte, Toscana, Veneto, Sicilia, i grandi nomi sono tutti in calo». Questa la sintesi di Denis Pantini, responsabile Agrifood e Wine monitor di Nomisma, che ha elaborato gli ultimi dati disponibili sull’exporte le vendite in Italia.

Riguardo la tendenza per i prossimi mesi c’è un raggio di luce. «Gli imbottigliamenti a settembre sono ripresi, secondo i dati di Valoritalia», dice il ricercatore di Nomisma «si stanno recuperando livelli in maniera importante rispetto ai primi due trimestri dove la flessione era stata importante. Questo potrebbe essere un indice che i produttori hanno maggiori ordini da evadere per gli ultimi mesi dell’anno».

Il mercato domestico

Nella Gdo (grande distribuzione organizzata), tra gennaio e agosto i vini fermi a volume perdono il 3,2% (i rossi meno 4,4%, i bianchi meno 1,9% e i rosati meno 2,2%). Gli sparkling in controtendenza con un più 2,7%, con il metodo classico (Trento DOP e Franciacorta DOP) che recupera posizioni e il Prosecco sempre a fare l’andatura.

«Se analizziamo il valore, il calo nei vini fermi e spumanti », osserva Pantini, «è più contenuto e si ferma al meno 2%. Ciò significa che l’alta qualità tiene di più anche in valore. C’è una forte polarizzazione sui prezzi: reggono gli entry level, dall’altro lato crescono le fasce di prezzo più alte. Il consumatore probabilmente fa questo ragionamento: bevo una volta ogni tanto, spendo di più per avere un prodotto migliore».

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Fonte: Il Piccolo