L’Asiago DOP corre sui mercati: il bilancio 2025 ha chiuso con tutti i numeri in crescita. Ma c’è la necessità di una Ocm latte come quelle esistenti per vino e ortofrutta.

I dati presentati la scorsa settimana durante l’assemblea dei soci del Consorzio di tutela parlano di 1,63 mln di forme prodotte (+8,3% sul 2024) e un fatturato alla produzione arrivato a 181 mln di euro, +16,6%. A trainare il comparto è stata la capacità di intercettare i nuovi stili di vita dei consumatori.

L’Asiago Dop ha registrato la migliore performance di crescita tra i formaggi duri e semiduri sul mercato interno

+4% a volume e +11,3% a valore. Particolarmente brillante lo Stagionato che segna un incremento produttivo del 17,6%, mentre la versione fresca cresce del 6,7%. Anche i prezzi all’ingrosso riflettono in maniera positiva della situazionne: il Fresco è arrivato a 7,18 €/kg (+12,5%), mentre lo Stagionato a 8,57 €/kg (+4,4%). Non meno rilevante l’export, che vale 13,1 mln di euro (+2,3%), con gli Stati Uniti primo mercato extra – Ue (26,4%), seguiti da Svizzera e Australia.

«I positivi risultati del 2025 sono il frutto di una visione strategica e di un lavoro condiviso lungo tutta la filiera», ha affermato Fiorenzo Rigoni, presidente del Consorzio. «Per il futuro la sfida è costruire un ecosistema territoriale in cui produttori, istituzioni e operatori economici convergano per generare valore duraturo». Ma ha sottolineato anche che «ci battiamo per creare un Ocm per il settore latte perché riteniamo fondamentale che i fondi europei non vadano per la maggior parte verso altri settori».

L’assemblea dei soci è stata anche l’occasione per guardare al futuro con una tavola rotonda, condotta dal direttore del Consorzio, Flavio Innocenzi, con il presidente di Ice – Agenzia, Matteo Zoppas, Alberto Mattiacci (professore di economia alla Sapienza), Vladimiro Ciccarelli (vicepresidente Confindustria Alberghi) e Mauro Rosati (direttore Fondazione Qualivita).

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Fonte: Italia Oggi