Un percorso partecipato per costruire una filiera dell’Aceto Balsamico di Modena più sostenibile, resiliente e capace di creare valore nel tempo
Una visione di filiera
In un mondo articolato e composito come quello dell’Aceto Balsamico di Modena IGP, il Consorzio di tutela è chiamato sempre più a svolgere un ruolo di raccordo tra le diverse realtà che ne fanno parte e i numerosi soggetti che vi si affacciano. Una posizione centrale che porta con sé la responsabilità di mettere in relazione competenze, esperienze e prospettive diverse, favorendo il dialogo e costruendo una visione condivisa, capace di dare coerenza e coesione a un sistema per sua natura complesso.
È in questa prospettiva che si inserisce il tema della sostenibilità: una sfida che non può essere affrontata dal singolo operatore, ma richiede una visione di filiera, capace di coinvolgere tutti gli attori e di tradurre obiettivi comuni in azioni concrete e condivise.
Partendo da qui, il Consorzio ha messo in atto negli anni una serie di attività di medio-lungo periodo tra cui il co-finanziamento di un dottorato di ricerca con l’Università di Parma, dedicato anche al tema della sostenibilità considerata in tutto il suo ampio spettro di significati e sostenendo, in questo modo, il riposizionamento del Consorzio in un ruolo di leadership e di governance all’interno della filiera.
Nasce GENERATIVA
In questo contesto nasce GENERATIVA, un progetto sviluppato insieme a NATIVA, società di consulenza in sostenibilità aziendale attiva dal 2010, e all’Università di Parma, con l’obiettivo di rendere la filiera dell’Aceto Balsamico di Modena sempre più matura, integrata e in connessione e, proprio per questo, più sostenibile e capace di creare valore nel tempo.
Questo progetto si poggia su due pilastri principali: il primo è il programma Made Green in Italy, promosso dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica; il secondo è il progetto di Supply Chain Co-evolution, che punta a costruire una vera e propria catena di valore resiliente “dal campo alla tavola”. L’obiettivo è rafforzare l’identità e la collaborazione di una filiera oggi frammentata, creando un sistema condiviso fatto di rete di relazioni consolidate, condivisione di dati affidabili, definizione di regole comuni e sviluppo di competenze diffuse.
Nel breve periodo, GENERATIVA mira a strutturare un programma di coinvolgimento e miglioramento continuo, basato sulla raccolta di dati primari lungo tutta la catena del valore. Nel medio-lungo termine, il progetto intende generare risultati duraturi in termini di relazioni di collaborazione, comunicazione e condivisione di dati, sostenibilità ambientale, sociale ed economica, resilienza e capacità di pianificazione condivisa.
L’approccio integra competitività e sostenibilità secondo il paradigma della rigenerazione: creare valore economico, sociale e ambientale attraverso un percorso partecipato, scientifico e orientato al miglioramento continuo dell’intera filiera.
Made Green in Italy: misurare per migliorare
Il Made Green in Italy è uno schema di certificazione volontaria promosso dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, istituito dall’art. 21, comma 1, della legge n. 221/2015 (Collegato ambientale alla legge di stabilità del 2014), recante “Disposizioni in materia ambientale per promuovere misure di green economy e per il contenimento dell’uso eccessivo di risorse naturali”.
Rispecchia la policy europea sul Green Deal perché si pone l’obiettivo di misurare le prestazioni ambientali delle imprese, in base alla Raccomandazione UE 2013/179, aggiornata poi con la Raccomandazione UE 2021/2279. Il metodo si basa su due principi: analisi LCA (Life Cycle Assessment), che è la metodologia analitica di base per valutare gli impatti ambientali di un prodotto o servizio lungo l’intero ciclo di vita, e PEF (Product Environmental Footprint), che è una specifica applicazione standardizzata promossa dalla Commissione europea, che usa l’LCA per rendere i dati confrontabili tra aziende dello stesso settore, e la comparazione con un benchmark di settore.
Il Consorzio, con il supporto di I-PLUS (società esperta di sostenibilità e analisi LCA), ha completato nel 2025 la revisione della RCP (Regole di Categoria di Prodotto), già effettuata nel 2021, predisponendo e poi chiedendo al Ministero competente l’approvazione delle specifiche regole di categoria.
Un tool per accompagnare le aziende
Per facilitare il coinvolgimento delle aziende è stato sviluppato un tool di calcolo degli impatti ambientali, la cui licenza viene concessa in maniera gratuita alle aziende di settore, in modo tale che queste possano fare un’autovalutazione, con un ragionevole grado di approssimazione, degli impatti ambientali generati dalla produzione di una singola azienda.
Questo agevola notevolmente l’ottenimento del marchio, perché non è necessario fare uno studio preliminare per valutare se si può ottenere il marchio oppure no. Il tool fornisce già una prima valutazione, che poi verrà «affinata» con l’effettivo rilascio del report PEF per l’ottenimento del marchio.
Supply Chain Co-evolution: dalla filiera alla catena del valore
Il secondo pilastro di GENERATIVA è il progetto di Supply Chain Co-evolution, sviluppato attraverso la collaborazione tra Consorzio, Università di Parma e NATIVA.
Il progetto nasce dalla consapevolezza che il settore agricolo è tra quelli maggiormente vulnerabili rispetto ai cambiamenti climatici e agli eventi climatici estremi.
Il settore agricolo ha un alto potenziale rigenerativo, ma ha bisogno di essere accompagnato e sostenuto nel processo di transizione verso pratiche rigenerative dei modelli agricoli. Questa dinamica, infatti, potrà gradualmente portare alla nascita di nuovi modelli di business, contribuire alla creazione di una società più giusta, inclusiva e rigenerativa e incrementare il valore economico di prodotti, territori e aziende.
Obiettivo a lungo termine è quello di lavorare sulla consapevolezza dell’interdipendenza che lega i diversi stakeholder interni ed esterni al Consorzio, identificando i principali pilastri di resilienza in grado di fornire la visione e le competenze necessarie per l’adattamento della capacità produttiva al futuro e il rafforzamento della leadership del Consorzio.
Obiettivo del progetto è quindi quello di identificare i principali pilastri di resilienza e coinvolgere gli stakeholder chiave, interni ed esterni, del Consorzio per definire congiuntamente un piano strategico.
L’approccio prevede un coinvolgimento reale di tutti i produttori, dalla materia prima al prodotto finito, e di altri stakeholder chiave della filiera evitando un approccio top-down diretto, che rischierebbe di generare diffidenza, per lasciare spazio alla co-creazione di una visione e di un percorso condiviso.
Le fasi del progetto GENERATIVA
La prima fase del progetto GENERATIVA si esplica attraverso l’organizzazione di tre tavoli di lavoro per co creare, il piano strategico del Consorzio, un vero e proprio piano di azione che preveda l’assegnazione di ruoli, priorità e tempistiche.
Il primo workshop, già avvenuto a giugno 2026, è stato svolto alla presenza dei produttori di Aceto Balsamico di Modena e ha fornito gli elementi base alla visioning del piano.
I cinque pilastri della resilienza
I cinque pilastri emersi come prioritari sono stati votati dai partecipanti presenti al workshop. I risultati sono stati successivamente condivisi e ampliati attraverso il coinvolgimento di coloro che non avevano potuto partecipare in presenza.
- Governance e collaborazione di filiera
Costruire un ecosistema di filiera coeso, nel quale le attività di sostenibilità già in essere siano semplificate e valorizzate e le realtà che devono avviare il proprio percorso siano accompagnate in modo strutturato. Il Consorzio coinvolge la filiera sin dalle componenti a monte, facilita relazioni e collaborazioni tra gli operatori e con filiere affini, promuove regole condivise attraverso un Codice di condotta co-costruito e presidia legalità e contrasto alle frodi.
- Trasparenza e rendicontazione di filiera
Centralizzare e semplificare la raccolta dati e la rendicontazione per l’intera filiera, rispondendo alle esigenze di efficienza e credibilità, in modo proporzionale alle dimensioni di ogni azienda. Preparare la filiera all’evoluzione normativa e di contesto e alla gestione dei rischi emergenti.
L’approccio consiste nel conoscere e valorizzare l’esistente, ossia rilevare ciò che la filiera e le sue singole realtà già realizzano, raccontarlo in report di sistema annuali e arricchirlo progressivamente.
- Accesso ai mercati e finanziamenti per la sostenibilità
Assicurare alla filiera le risorse necessarie a finanziare la transizione. Il Consorzio presidia bandi, incentivi e strumenti per accompagnare le aziende nella transizione, con supporto alla ricerca di fondi.
- Resilienza sociale: persone, diritti e benessere
Tutelare le persone impiegate lungo l’intera filiera, con attenzione a diritti umani, equità, benessere e inclusione. Tutelare la legalità del settore e della materia prima, a protezione della reputazione del comparto e a beneficio degli operatori. Questo tramite una graduale e proporzionale definizione dei dati rilevanti da raccogliere, valutare e condividere.
- Resilienza produttiva e uso delle risorse
Fornire alla filiera strumenti per l’adattamento ai fenomeni climatici estremi e per un uso efficiente e circolare delle risorse: acqua, energia, suolo, materiali e sottoprodotti, a presidio della continuità produttiva, della qualità della materia prima e della sostenibilità economica delle gestioni.
Valorizzare un approccio sistemico, che coinvolge sia la dimensione agricola sia quella di trasformazione, per fare leva su economie di scala e aumentare l’efficacia delle iniziative individuali.
Dalle idee alle azioni concrete
Per ciascun pilastro sono stati definiti obiettivi e azioni concrete che verranno inserite in un piano pluriennale di attuazione.
I prossimi passi del progetto prevedono un secondo workshop con i fornitori di materia prima, per condividere il lavoro fatto e integrare il piano di azioni con le esigenze e priorità della filiera a monte. I risultati comporranno il piano strategico del Consorzio e saranno la base per l’avvio della seconda fase del progetto che si concluderà nel 2028, in cui le azioni chiave del piano verranno implementate.
Il Consorzio come punto di riferimento
Con GENERATIVA il Consorzio si propone di diventare sempre più un punto di riferimento per tutte le aziende del comparto, portando all’interno della filiera informazioni e rapporti più fluidi in relazione alle tematiche di sostenibilità ambientale, economica e sociale.
L’ambizione di fondo del progetto è quella di promuovere lo sviluppo di un modello sistemico di sostenibilità di filiera basato sulla coesione, la condivisione e una rete di relazioni rafforzate tra tutti i soggetti del settore.
Fonte: Consortium n°32 – 2026/03


