SOAVE

Sono sette i Soave che hanno conquistato i Tre Bicchieri della Guida Vini d’Italia 2027 del Gambero Rosso. Un risultato che giunge nel pieno della raccolta e che colloca il Soave, interprete contemporaneo del rapporto tra vitigno, suolo e paesaggio, in una posizione di riferimento tra le denominazioni bianchiste d’Italia.

I vini premiati rappresentano diverse anime della denominazione e testimoniano la ricchezza di un territorio caratterizzato dalla presenza di suoli vulcanici e calcarei, al cui interno rifulgono le Unità Geografiche Aggiuntive.

Queste le etichette che hanno ottenuto il prestigioso riconoscimento:

Soave Classico Brognoligo 2024 – Le Battistelle
Soave Classico Calvarino 2024 – Pieropan
Soave Classico Campo Vulcano 2025 – I Campi
Soave Classico Monte Carbonare 2024 – Suavia
Soave Classico Staforte 2024 – Graziano Prà
Soave Superiore Roncà Monte Calvarina Runcata 2024 – Dal Cero – Tenuta Corte Giacobbe
Soave Superiore Il Casale 2024 – Agostino Vicentini

Questi sette riconoscimenti evidenziano la qualità raggiunta all’interno della denominazione e la coerenza di uno stile fondato su equilibrio, riconoscibilità e capacità evolutiva.

Un risultato che si inserisce sul solco di quanto emerso anche durante la terza edizione di Appuntamento Soave, recentemente svoltasi negli spazi della Biblioteca Capitolare di Verona, dove operatori, giornalisti e professionisti del settore si sono confrontati sull’espressione coniata dai critici enologici americani “Soave: great now, great later”, a sottolineare come il Soave sia ottimo se degustato fresco, ma sappia davvero sorprendere con qualche anno di evoluzione in più in bottiglia.

«Esprimiamo grande soddisfazione per questo risultato, che premia il lavoro delle aziende e conferma la solidità del percorso intrapreso dalla denominazione – sottolinea Cristian Ridolfi, presidente del Consorzio di Tutela del Soave –. I Tre Bicchieri 2027 raccontano un Soave capace di esprimere identità e contemporaneità, con vini eleganti, equilibrati e profondamente legati ai propri territori di origine».

Il riconoscimento assume un significato ancora più rilevante alla luce dell’attuale evoluzione dei consumi.  «Di fronte ai cambiamenti del mercato e alle tendenze attuali che evidenziano preferenze per vini bianchi, freschi e moderatamente alcolici – conclude Ridolfi – dobbiamo continuare a lavorare sulla riconoscibilità dello stile Soave, sulla narrazione delle Unità Geografiche Aggiuntive e sulla valorizzazione del paesaggio. La qualità resta il punto di partenza, ma oggi è necessario costruire intorno al vino un racconto capace di mettere in relazione persona, territorio ed etichetta. In tal senso, l’inserimento in guida di queste sette referenze non è solo un riconoscimento alle singole aziende premiate, ma anche un risultato che dà lustro all’intera denominazione, che prosegue il proprio percorso di crescita lungo le tre direttive di freschezza, eleganza e capacità evolutiva».

Fonte: Consorzio di Tutela del Soave

SCARICA IL COMUNICATO COMPLETO