A trainare è soprattutto la zootecnia (+16,8% nel 2025), produzioni vegetali in flessione. In arrivo un bando da 20 milioni di euro per aiutare le aziende sul costo dei fertilizzanti
Cresce l’agroalimentare dell’Emilia-Romagna, che è ad oggi la prima regione italiana per export. E che ora punta il Canada per compensare il calo registrato negli Usa.
Secondo il report della Regione, presentato ieri a Bologna, nel 2025 il valore della produzione agricola emiliano-romagnola ha raggiunto i 6,36 miliardi di euro, cioè il +4,5% in più rispetto all’anno precedente, mentre le esportazioni agroalimentari hanno superato gli 11,5 miliardi, con una crescita del +9,7%.
Le 46 produzioni Dop e Igp generano da sole un valore stimato di quasi quattro miliardi di euro. Il trend in crescita è confermato anche nei primi sei mesi di quest’anno.
Primi per export
Nel primo semestre del 2026 le esportazioni agroalimentari dell’Emilia-Romagna hanno raggiunto i 5,8 miliardi di euro, lo 0,5% in più rispetto allo stesso periodo del 2025. Con una quota del 16,3% sul totale nazionale, l’Emilia-Romagna è oggi la prima regione italiana per export agroalimentare, davanti a Lombardia (15,8%) e Piemonte (15,1%).
Il 70,3% dell’export agroalimentare regionale è diretto verso l’Unione europea, dove nel primo semestre 2026 le vendite sono cresciute del 3,5%. Tra i principali mercati aumentano Francia (+4,2%) e Spagna (+ 11,8%), mentre le esportazioni verso gli Stati Uniti registrano una flessione del 4,1%.
L’intervento della Corte Suprema americana sui dazi «ha sicuramente aiutato», afferma l’assessore regionale all’Agricoltura, Alessio Mammi, «devo anche dire che stiamo anche lavorando per nuovi mercati, pur mantenendo gli Stati Uniti. Nei prossimi giorni saremo a Toronto e Montreal: il Canada ha fatto un accordo di collaborazione con l’Unione Europea ed è un paese che ama i prodotti agroalimentari nazionali».
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Fonte: Corriere Romagna


