Cozza

Disastro cozze. Per il Consorzio tutela Cozza di Scardovari DOP “perso il 99% della produzione estiva”. Cia lancia l’allarme per l’anossia e chiede dragaggi costanti. Il settore invoca interventi strutturali mentre la Regione avvia la vivificazione delle lagune

La crisi dell’acquacoltura nel Delta è drammatica e il settore chiede interventi immediati. Dopo la moria di mitili registrata nelle scorse settimane nella Sacca di Scardovari, Cia Rovigo toma a suonare la sirena d’emergenza, parlando di un disastro che rischia di compromettere definitivamente il futuro del comparto.

I numeri diffusi da Cia fotografano un vero e proprio tracollo, con una perdita che sfiora il 99 % della Cozza di Scardovari DOP nell’ultimo periodo di caldo estremo: dei circa 13mila quintali prodotti quest’anno, gli ultimi mille erano ancora immersi in acqua e pronti per essere immessi sul mercato, ma sono andati completamente distrutti, traducendosi in una perdita totale sul prodotto invenduto. Secondo il presidente provinciale dell’associazione Erri Faccini si tratta a tutti gli effetti di “un’annata nera per l’acquacoltura polesana“.

A mettere ko gli allevamenti è stato il fenomeno dell’anossia, una piaga che per Faccini ha cause precise, legate alla carenza di manutenzione. Il presidente di Cia evidenzia infatti come negli anni scorsi siano mancati “quei necessari lavori strutturali nei fondali finalizzati a garantire un corretto ricircolo dell’acqua, e oggi il territorio ne paga fatalmente le conseguenze”. Da qui la richiesta perentoria di dragaggi costanti e “non a spot”, e dell’acquisto di battellidraga da parte della Regione Veneto per assicurare una manutenzione continua.

Una ricostruzione drammatica che sposa quanto già denunciato dal presidente del Consorzio Paolo Mancin, il quale ha confermato la perdita di circa mille quintali di Cozza Dop, sottolineando la beffa di una raccolta che, se fosse durata appena una settimana in più, avrebbe evitato gran parte del danno.

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Fonte: La Voce di Rovigo