Il testo dell’European Beating Cancer Plan esclude il “no safe level”, cioè il principio secondo cui non esiste una quantità di alcol priva di rischio. Ma mantiene le misure contro i danni causati dalle bevande alcoliche. Uiv: «Un approccio più equilibrato».

Un conto è il consumo di alcol in generale, un altro è il consumo dannoso. È la distinzione contenuta nel nuovo testo sull’attuazione dell’European Beating Cancer Plan, approvato nei giorni scorsi dalla Commissione per la salute pubblica (Sant) del Parlamento europeo con 27 voti favorevoli, 8 contrari e 5 astensioni. Il documento passa ora all’esame della plenaria.

Nel capitolo dedicato alla prevenzione, la Commissione chiede misure contro il consumo dannoso di alcol, tra cui informazioni sanitarie obbligatorie e chiaramente visibili su tutte le bevande alcoliche. Il testo sollecita inoltre una revisione della strategia europea sull’alcol, una strategia per il consumo zero tra i minori, iniziative di sensibilizzazione e misure a livello europeo per ridurre l’esposizione al marketing degli alcolici.

Nel documento approvato, sottolinea l’Unione italiana vini (Uiv), non compare il riferimento al “no safe level”, cioè al principio secondo cui non esiste un livello di consumo di alcol privo di rischio. La formula era stata oggetto del confronto sul testo, ma non è presente nella versione approvata. Il riferimento scelto dalla Commissione è invece quello al consumo «dannoso» (harmful alcohol consumption).

«Il testo, ora all’esame in plenaria, ribadisce quanto già stabilito: non tutto il consumo è dannoso, lo è quello compulsivo. E questo è un concetto fondamentale per l’approccio – da sempre moderato – al vino». il presidente di Uiv Lamberto Frescobaldi sottolinea inoltre l’esclusione del “no safe level” e auspica che «l’indirizzo, anche politico, dato dall’Istituzione 4 anni fa e ribadito in Commissione Sant non debba in futuro rientrare un’altra volta dalla finestra»

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Fonte: La Stampa

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