L’Agenzia per le erogazioni in agricoltura e gli otto organismi regionali pagheranno in anticipo di circa 80 giorni rispetto ai tempi previsti dalla Ue gli 1,67 miliardi di aiuti Pac.
Gli aiuti della Politica agricola comune sono soldi degli agricoltori, ma renderli disponibili in forte anticipo rispetto al passato è un sostegno prezioso e tutt`altro che scontato per le imprese. L`Agenzia per le erogazioni in agricoltura (Agea) e gli otto organismi pagatori regionali, hanno ricevuto ieri mandato dal ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, di pagare in anticipo 1,67 miliardi di aiuti Pac.
Le risorse sono così state erogate 80 giorni prima rispetto ai tempi previsti da Bruxelles (la data fissata dalla Commissione Ue è infatti il 15 ottobre) ma, soprattutto, con ben dieci mesi di anticipo rispetto al recente passato (quando spesso si accumulavano anche sensibili ritardi).
“In questo momento di grande crisi geopolitica – ha commentato il ministro Lollobrigida – che condiziona l`economia di tutte le Nazioni non c`è tempo da perdere. Gli 1,67 miliardi pagati da Agea e dagli enti pagatori regionali sono risorse per sostenere gli agricoltori in tempi di costi crescenti ed evitare che aumenti il costo del carrello della spesa per tutti i cittadini. Tre anni fa avevo preso un impegno: dare agli agricoltori i loro soldi e in data certa. In passato lo Stato non ha rispettato i tempi, pagare in ritardo era la regola, oggi diamo le risorse della Pac agli agricoltori in anticipo di 80 giorni rispetto ai tempi dettati da Bruxelles e di addirittura dieci mesi rispetto al passato. Mai più lungaggini burocratiche e inefficienza a condizionare la vita dei nostri agricoltori. Un imprenditore deve avere le risorse che gli spettano in tempi certi per non essere costretto ad indebitarsi per garantire i suoi impegni“.
Ma la scelta operata dal Masaf non ha riflessi positivi solo sui produttori agricoli che possono così disporre tempestivamente delle risorse cui hanno diritto e far fronte ai propri impegni, ma anche su tutti i cittadini. “In questo modo – ha aggiunto Lollobrigida – evitiamo che l`aumento dei costi di produzione oggi fronteggiato dalle imprese agricole e legato alle tensioni geopolitiche, ricada sul carrello della spesa”.
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Fonte: Il Sole 24 Ore


