Argomento: sicurezza alimentare

  • 14 Marzo 2013

    Primato italiano a tavola 11 nostro cibo è il meno contaminato al mondo

    Qui Firenze L'Italia conquista il primato in Europa e nel mondo della sicurezza alimentare con il minor numero di prodotti agroalimentari con residui chimici oltre il limite (0,3 per cento) che sono risultati peraltro inferiori di cinque volte a quelli della media europea (1,5 per cento di irregolarità) e addirittura di 26 volte a quelli extracomunitari (7,9 per cento di irregolarità). È quanto emerge da una elaborazione della Coldiretti sulle analisi condotte dall'Efsa, l'Agenzia europea per la sicurezza alimentare, su oltre 77mila campioni di 582 alimentari differenti e appena pubblicate nel Rapporto annuale sui residui di pesticidi negli alimenti. Secondo i dati contenuti nel Rapporto un prodotto su due che circola nel Vecchio Continente è - sottolinea la Coldiretti completamente privo di (tracce» di residui chimici da fitofarmaci mentre il 98,4
  • 14 Marzo 2013

    Bio mio!

    Panorama Carne di cavallo, batteri fecali, molluschi tossici: sulle nostre tavole aumentano sorprese e insidie. Mangiare biologico è una soluzione? Panorama ha fatto analizzare alcuni alimenti, bio e convenzionali, per capire quali sono migliori (pur avendo standard di qualità elevati). Scoprendo che le differenze ci sono, ma non così tante. Nel menù improbabile degli degli ultimi giorni ci hanno servito lasagne, ravioli e tortellini al cavallo, così come c'era cavallo al posto della carne bovina in polpette e ragù. Ci hanno offerto tortine al cioccolota in cui si annidavano batteri fecali. Il tutto da parte di marchi noti: Findus, Buitoni, Nestlé, Ikea. Per non parlare (l'ultima insidia) dei molluschi contenenti tracce di cadmio, un metallo altamente tossico, venduti al mercato del pesce di Chioggia. Mentre la Commissione europea ha avviato un'indagine per valutare se il consumo di carne equina comporta
  • 14 Marzo 2013

    Un patrimonio da salvaguardare

    Casa Naturale Come difendersi dalle falsificazioni e dalle contraffazioni degli alimenti? Il Corpo Forestale dello Stato ha redatto un decalogo di buone pratiche per tutelare i consumatori dalle frodi Possediamo un patrimonio agroalimentare tra i più ricchi e variegati al mondo, con produzioni tipiche nazionali che sono il segno distintivo del Made in italy. E anche tra i prodotti certificati il Bel Paese ha un primato di cui vantarsi. Degli oltre 1.093 prodotti con marchi DOP, IGP, STG registrati dall'Unione Europea, ben 243 sono di origine italiana, con un numero maggiore di prodotti ortofrutticoli e cerealicoli DOP. Così l'Italia si è aggiudicata il primo posto nella graduatoria comunitaria dei prodotti tipici e possiede oltre il 22,23%dell'intera fetta di mercato europeo. Per questo i prodotti italiani sono spesso oggetto di sofisticazioni, falsificazioni, contraffazione
  • 11 Marzo 2013

    Gli scandali ci costano 2 milioni di € al giorno

    Libero Rischiamo il crack alimentare. Lo scandalo della carne di cavallo ci costa 2 milioni al giorno perché sono crollati i consumi di sughi, piatti pronti e paste ripiene di carne. La Germania che accusa l'Italia di aver venduto insalate al topicida (ma ora c'è il fondatissimo sospetto che il veleno sia finito nella lattuga nei locali del grossista tedesco) mette a rischio il nostro export di frutta e verdura che vale 380 milioni di euro. Le frodi, ma anche la crisi dei consumi hanno fatto crollare le macellazioni di bovini del 7% e le altre del 5% il che significa dai 6 agli 8 miliardi ...
  • 6 Marzo 2013

    Batteri nelle torte al cioccolato Ikea

    Il Sole 24 Ore Dopo la carne di cavallo nelle polpette, il colosso svedese dei mobili low cost, Ikea ha interrotto in 23 Paesi (inclusa l'Italia) le vendite di dolcetti al cioccolato chiamati chokladkrokanttárta (tortine con mandorle e cioccolato, crema al burro ecaramello). Una partita di questi dolci, infatti, era stata intercettata lo scorso novembre nel porto di Shanghai e distrutta già a dicembre, dopo che le autorità sanitarie locali avevano rilevato tracce di batteri fecali. Ikea ha confermato che i funzionari doganali cinesi nei mesi scorsi hanno sequestrato e distrutto un lotto di 1.800 dolci importati in Cina dalla Svezia dopo che i test hanno rivelato che le torte contenevano livelli troppo elevati di batteri coliformi, germi che si trovano nel suolo, nella vegetazione, come pure nelle feci. Tuttavia, secondo una portavoce di Ikea, Ylva Magnusson, «la concentrazione dei batteri
  • 4 Marzo 2013

    Il comitato attacca: “Centrali incompatibili con l’insalata Igp”

    La Voce di Rovigo "Quali sono i vantaggi per i cittadini di Lendinara che derivano dall'avere tre centrali sul proprio territorio? Il Consiglio comunale ha chiesto alla Commissione europea competente parere di compatibilità con l'insalata  Lusia Igp?" Sono questi i quesiti che il comitato Lasciateci respirare, nato per dire no alle centrali a biomasse e a biogas sul territorio lendinarese, mette sul tavolo in vista del Consiglio comunale di oggi. Nella seduta con inizio alle 18, si discuterà infatti anche del documento, realizzato dalla Conferenza dei capigruppo allargata al sindaco e ad alcuni consiglieri comunali, per mettere un freno al possibile proliferare di questo tipo di impianti sul territorio lendinarese. Il comitato Lasciateci respirare, attraverso il suo segretario Moreno Ferrari, mette però al centro della questione alcuni aspetti legati alla nascita delle tre centrali a Lendinara. Primo, quali vantaggi deriverebbero
  • 4 Marzo 2013

    Prodotti tipici e tutelati. E sai cosa mangi

    Il Giorno Milano Scandalo polpette, possiamo difenderci anche se l'etichetta sugli alimenti è carente. Basta mangiare ciò che si conosce, prodotti freschi o stagionati, che arrivano dal campo e finiscono direttamente sulla nostra tavola. La Lombardia vanta un grande numero di prodotti di qualità che rappresenta il frutto di una attività agricola che ha saputo mantenere vive le tradizioni senza ignorare lo sviluppo delle tecnologie. Primi tra tutti i 26 prodotti certificati, di cui 14 a Denominazione di origine protetta (12 formaggi e 2 oli extravergine di oliva) e 12 a Indicazione ...
  • 1 Marzo 2013

    La dieta fa bene ai giganti del fast food

    Il Sole 24 Ore Plus Più sani i clienti, più ricchi i fast food. Queste le conclusioni a cui è giunto uno studio dello Hudson Institute che ha verificato che, tra il 2006 e il 2011, le catene di fast food che hanno servito menù e bevande a basso tasso calorico (non oltre le 500 calorie per singolo panino o pietanza e non più di 50 calorie a bevanda) hanno conseguito un incremento dei ricavi del 5,5% e del 10,9% per quanto riguarda il numero dei clienti. Fra le catene di fast food più note al mondo vi sono il colosso McDonald's (leader a livello globale con oltre 34mila punti vendita in 119 Paesi) e Burger King, seconda catena mondiale con più di 12.900 punti vendita in 86 Paesi. Nel 2012, su basi "reported" il giro d'affari di Burger King è sceso del 15,8% a 1.966,3 milioni di $. A parità però di punti vendita (il gruppo sta intraprendendo una politica di "refranchising" che ha portato a dismettere i punti vendita di proprietà)
  • 1 Marzo 2013

    I cibi sani per i nostri bambini fanno bene anche all’economia

    La Stampa Per anni, l'obesità dei bambini americani è stata considerata un problema insormontabile, troppo complicato e troppo radicato per poter essere davvero risolto. Si diceva che il cibo sano semplicemente non si vendeva non c'era richiesta e i grandi profitti si facevano altrove. La First Lady meritava investirci. Oggi però, grazie ai buoni affari che si fanno in tutto il Paese, stiamo dimostrando che questa idea è sbagliata. Ogni giorno grandi aziende americane hanno sempre più successo producendo e vendendo prodotti sani. Nel farlo, dimostrano che ciò che è buono per i bambini e per i bilanci familiari può anche essere un buon affare. Prendete l'esempio di Wal-Mart. Solo negli ultimi due anni, questa catena di negozi al dettaglio ha tagliato di 2,3 miliardi di dollari il costo di frutta e verdura per il consumatore e ridotto del 10%
  • 28 Febbraio 2013

    Troppe scartoffie: serve più sostanza

    Beverage&Grocery Mentre scriviamo si affastellano le notizie riguardo alla vicenda del ritrovamento della carne di cavallo in tracce nelle miscele di carne usata per la preparazione di alimenti elaborati qua e là per il continente europeo. Non vogliamo entrare nel merito della questione specifica ma cogliamo l'occasione per cercare di entrare un po' meglio nel sistema che gestisce la sicurezza alimentare, per capirne i meccanismi. Lo facciamo con un esperto di diritto alimentare, l'avvocato Daniele Pisanello, titolare di Lex Alimenta studio Legale. Avvocato, L'Ue punta molto sulla ...
  • 28 Febbraio 2013

    La mitica birra Bud? È annacquata

    Il Giornale È molto variegato il bollettino quotidiano delle frodi alimentari, ma ieri abbiamo avvertito i lettori nel nostro vademecum: ormai non si sa più di cosa realmente ci nutriamo. Ma cosa realmente beviamo. A cominciare dalla birra, che speravamo fosse esente da loschi rimaneggiamenti. Invece no. Arriva dagli Usa l'ultima mazzata che coinvolge nient e meno che la famosa birra Budweiser. La società è accusata di annacquare la sua nota birra per vendere più bottiglie e dunque guadagnare alle spalle dei consumatori. L'acqua in eccesso, denunciano alcuni ex dipendenti di Anheuser-Busch, veniva aggiunta poco prima dell'imbottigliamento e consentiva di risparmiare alcol dal 3 all'8%. L'accusa sembra più che fondata tanto da far partire una mega class action già depositata alla corte distrettuale di San Francisco. Chiunque abbia acquistato
  • 27 Febbraio 2013

    Perché non sappiamo che carne c’è nei nostri piatti

    Corriere della Sera La Bresaola della Valtellina preparata con carne importata dal Brasile. La Fiorentina preparata con bestiame allevato in Romania. La Mozzarella di Bufala fatta con latte di mucche lussemburghesi. Già questi tre esempi basterebbero a far storcere il naso al consumatore che vuole mangiare italiano ma non sempre ci riesce. L'impossibilità di andare all'origine di tutti i prodotti che finiscono sulla nostra tavola - cosa che, dice un sondaggio Eurobarometro, vorrebbero 9 italiani su io (e più di sette cittadini europei) - non è però l'unico problema. La Commissione UE ieri ha deciso di anticipare all'estate o a inizio autunno la presentazione del rapporto, prevista per fine anno, sull'etichettatura della carne lavorata e dei prodotti che la contengono. Ma cosa succede realmente nel mondo della carne industriale?
  • 27 Febbraio 2013

    Carne, uova, pesce e latte: la mappa del cibo spazzatura

    il Giornale Beati i vegetariani che si pongono solo il problema dei pesticidi usati per frutta e verdura. Gli onnivori sono messi peggio. Hanno ingoiato carne di cavallo travestito di «puro manzo» e chissà cos'altro ancora. Ma in attesa di un nuovo scandalo alimentare, aspettano risposte chiare dalla Ue. Un cittadino europeo su sette vuole leggere sull'etichetta la provenienza ditutti i prodotti contenuti nella carne lavorata, mala commissione Ue se la prende comoda e rinvia l'urgente discussione in estate. Intanto i burocrati hanno sdoganato le farine animali, proprio quelle che sembra abbiano causato la crisi della «mucca pazza» per nutrire una parte degli animali di allevamento. La Ue, infatti, ha dato il via libera alle farine peri i mangime dei pesci per poi passare a polli e suini ma a condizione che si faccia un riscontro analitico certo
  • 26 Febbraio 2013

    Carne di cavallo, Ikea ritira le polpette

    Corriere della Sera E perfino all'Ikea (punto vendita di Carsica, hinterland milanese) dove ogni cosa sta al posto suo e ha il suo nome altrimenti per l'appunto non sarebbe l'Ikea, orgogliosa titanica enclave nordica nel disordine italiano, ieri ci si perdeva. Al ristorante del primo piano, con l'annuncio su una lavagnetta, lo chef consigliava «ali di pollo». E le polpette? «Non ci sono». Al market del piano terra le targhette predicavano offerte promozionali per rosti e salmone; d'accordo, ma le polpette? «Non le abbiamo» sibilava con voluta aria funerea «perché non ci crederà ma noi con le polpette ci campiamo» la signora alla cassa.Del resto nemmeno si deve tradurre. Sono le köttbullar. E tali restano. Polpette di carne. Una mania-istituzione. Come le matitine per segnare sul fogliettino le misure dei mobili. Da ieri le köttbullar non ci sono più.
  • 22 Febbraio 2013

    Alti profitti e low cost pericolosi per il cibo

    Crescono gli allarmi alimentari. Servono più controlli e più educazione dei consumatori
  • 20 Febbraio 2013

    Tracciabilità e trasparenza gli antidoti

    Avvenire Il punto fondamentale della questione è che anche quest'ultima vicenda, riguardante la carne di cavallo, introdotta in modo fraudolento all'interno di prodotti che avrebbero dovuto avere solo carne bovina, è quella della tracciabilità e della trasparenza». Mario Catania, ministro per le Politiche Agricole e Alimentari, sulla vicenda della carne di cavallo presente in prodotti che dovrebbero avere solo carne di manzo, parla chiaro e aggiunge: «Il nostro Paese continua comunque ad avere il migliore sistema di controlli in assoluto e sappiamo che la stragrande maggioranza di questi casi hanno origine in altri Paesi. Catania, e con lui sostanzialmente tutta la filiera agroalimentare, sottolinea però ancora una volta il problema della corretta informazione al consumo finale e, quindi, della cosiddetta tracciabilità cioè della possibilità