Argomento: horeca

  • 1 marzo 2013

    La dieta fa bene ai giganti del fast food

    Il Sole 24 Ore Plus Più sani i clienti, più ricchi i fast food. Queste le conclusioni a cui è giunto uno studio dello Hudson Institute che ha verificato che, tra il 2006 e il 2011, le catene di fast food che hanno servito menù e bevande a basso tasso calorico (non oltre le 500 calorie per singolo panino o pietanza e non più di 50 calorie a bevanda) hanno conseguito un incremento dei ricavi del 5,5% e del 10,9% per quanto riguarda il numero dei clienti. Fra le catene di fast food più note al mondo vi sono il colosso McDonald's (leader a livello globale con oltre 34mila punti vendita in 119 Paesi) e Burger King, seconda catena mondiale con più di 12.900 punti vendita in 86 Paesi. Nel 2012, su basi "reported" il giro d'affari di Burger King è sceso del 15,8% a 1.966,3 milioni di $. A parità però di punti vendita (il gruppo sta intraprendendo una politica di "refranchising" che ha portato a dismettere i punti vendita di proprietà)
  • 12 febbraio 2013

    Comté DOP in affari con MCDonald’s

    Les Echos A partire da oggi e per due settimane, i 1230 fast food di McDonald's inseriranno nel loro menù un panino che prende posto dentro al quadro della loro campagna "voglie di grandi formaggi". Essa consentirà inoltre ai consumatori di scambiare il proprio hamburger con un panino camembert, al formaggio di capra o con la raclette. Anche nella terra del formaggio, una campagna nazionale per McDonald's rappresenta un contratto di grande importanza. Il gruppo ha ordinato 60 tonnellate del formaggio francese Comté DOP a fette, che rappresentano un giro d'affari di circa 600.000 euro. La società Cooperativa Monts et Terroirs, di Poligny (Giura), filiale del gruppo Sodiaal per i formaggi di montagna ce l'ha fatta: ha impiegato 300 dipendenti e ha generato 180 milioni di euro di fatturato nel 2012,
  • 28 dicembre 2012

    Prendi il food e Scapa

    il Mondo Con un fatturato in crescita ma i conti in rosso. L' ultima parola la dirà il Tribunale di Milano a cui verrà indirizzata l'istanza per l'affitto con opzione di acquisto delle attività. C'è ancora qualche snodo da superare. Ma se tutto andrà come sperato la Man, capofila nel foodservice del gruppo Cremonini, 1,25 miliardi di ricavi nella ristorazione extra-domestica, potrà brindare alla conquista del numero due nazionale, la Scapa Italia oggi in mano al private equity inglese Equistone capital partner, nell'ambito di un'aggregazione che passerà per l'omologa di un concordato preventivo e apporterà alla società quotata a Piazza Affari circa 200 milioni di ricavi aggiuntivi. L'intesa è stata abbozzata nei giorni scorsi dopo un negoziato condotto da Ugo Ravanelli e Pierpaolo Rossi, rispettivamente presidente e ceo di recente nomina, assistiti dallo Studio legale Boldrini nella trattativa che si è snodata