Trainato dall’impegno dei Consorzi di tutela, il turismo legato alle eccellenze del territorio, dai grandi formaggi al vino, registra numeri record e premia l’accoglienza nelle aree di produzione
Dalle degustazioni in malga ai percorsi tematici dedicati alle eccellenze casearie, fino ai musei del gusto e alle iniziative di formazione professionale, il turismo delle Indicazioni Geografiche sta assumendo un ruolo sempre più rilevante nell’economia dei territori italiani.
Il 2° Rapporto Turismo DOP realizzato da Fondazione Qualivita e Origin Italia approfondisce le caratteristiche delle attività alla base di questo fenomeno.
Sul fronte del turismo nell’ultimo anno l’Italia ha raggiunto risultati record
Il Ministero del Turismo certifica 480 milioni di presenze turistiche nel 2025 con un avanzo turistico di 19,6 miliardi di euro spinto dalla spesa dei turisti stranieri. I tedeschi sono stati il 25,7% delle presenze straniere, seguiti a distanza da Stati Uniti (9,4%), Regno Unito (5,8%) e Francia (5,5%). A livello regionale, i dati territoriali vedono al vertice assoluto per capacità attrattiva il Veneto, con oltre 73,4 milioni di presenze, seguito da Trentino-Alto Adige (56,6 milioni), Toscana (46,2 milioni), Lombardia (45,1 milioni) ed Emilia-Romagna (40,7 milioni).
Il turismo enogastronomico
In questo contesto il turismo enogastronomico è un segmento in continua crescita: Il rapporto certifica che ben sette turisti stranieri su dieci indicano l’enogastronomia come motivazione della propria vacanza, e circa il 45% associa immediatamente il cibo e il vino come primo aspetto al nostro Paese. I dati dell’Osservatorio Turismo DOP mostrano un comparto in forte fermento, capace di mettere a sistema 667 attività complessive promosse o sostenute direttamente dai Consorzi di tutela.
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Fonte: Scienza e Tecnica Lattiero-Casearia


