Caldo, mare a 32 gradi fa strage di cozze in Alto Adriatico. Colpito anche il Veneto. Il Consorzio Cooperative Pescatori del Polesine perde circa mille quintali di Cozza di Scardovari DOP

Il mare è sempre più caldo e a pagare il conto sono le cozze. La moria che a luglio ha colpito la Sacca di Scardovari, facendo perdere circa mille quintali di Cozza DOP e costringendo il Consorzio Cooperative Pescatori del Polesine a sospendere la vendita del prodotto allevato in laguna, non è rimasta un caso isolato.

Le temperature eccezionali che continuano a interessare l’Alto Adriatico stanno mettendo sotto pressione gli allevamenti di mitili e quanto accaduto nel Delta veneto trova ora conferma anche lungo le coste dell’Emilia Romagna. A Scardovari il primo pesante campanello d’allarme era arrivato nel pieno dell’estate. Nella Sacca l’acqua aveva raggiunto i 32 gradi, una temperatura risultata fatale per le cozze. In pochi giorni erano andati perduti circa mille quintali di prodotto proprio mentre la stagione commerciale stava registrando risultati particolarmente positivi, con richieste che avevano superato le aspettative e vendite triplicate rispetto all’anno precedente.

LO STOP

Il Consorzio era stato così costretto a fermare la raccolta della Cozza di Scardovari Dop allevata in laguna, lasciando disponibile soltanto la produzione proveniente dagli impianti in mare. Una perdita economica, ma anche un nuovo colpo per i pescatori del Delta, reduci dalla devastazione provocata dal granchio blu e alle prese con condizioni ambientali sempre più difficili.

“Con 32 gradi le cozze muoiono”, aveva spiegato il presidente del Consorzio Pescatori di Scardovari, Paolo Mancin, mettendo in guardia anche sulla tenuta delle ostriche, maggiormente resistenti alle alte temperature ma comunque esposte al rischio in caso di condizioni estreme prolungate.

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Fonte: Il Gazzettino